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  • 31
  • dic
  • 2009

Navigare di notte, certe volte è meglio

notte a vela

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Il buio ad alcuni fa paura, se poi ci si trova in mare allora le cose possono complicarsi soprattutto se non si è preparati ad affrontare questa situazione. Personalmente non ho mai sofferto la mancanza di luce, anzi in certe situazioni preferisco navigare dal tramonto all’alba piuttosto che macinare miglia su  miglia sotto un caldo afoso.

Se poi devo atterrare in un porto che non conosco preferisco arrivare col buio piuttosto che di giorno, dato che i fari e le luci di via all’ingresso della diga foranea, sono dei punti di riferimento certi e quindi gli allineamenti e le procedure di avvicinamento, se seguite con scrupolo, garantiscono ingresso sicuro ed alle volte molto più facile che di giorno.

La sicurezza che ti dà la luce del giorno in certi casi è traditrice, mentre di notte sei portato ad essere certamente più prudente ed a rispettare le norme e le regole prescritte dai portolani.

Inoltre di notte, il traffico delle navi mercantili è certamente inferiore e quindi il diritto di precedenza e le priorità d’ingresso non sono inficiate dalla stazza delle grandi navi. Certo per chi non è abituato alla navigazione notturna o si trova alle prime esperienze in barca è preferibile evitare questo tipo di navigazione, soprattutto se a bordo non c’è una persona con l’adeguata esperienza e conoscenza dei segnali o dei fari e fanali.

Il problema principale del navigare sotto le stelle è quello di capire e riconoscere i fanali di via delle altre imbarcazioni che incrociano la vostra rotta. 

Non sempre infatti è facile capire ciò cha naviga intorno a noi. I pescherecci per esempio hanno una miriade di luci che i classici fanali di via, verde e rosso, si confondo e spariscono alla vista dell’osservatore.

Fortunatamente ciò accade quando le navi da pesca sono intente a calare o salpare le reti, pertanto in questi casi la velocità del mezzo è assai ridotta da non costituire un grande pericolo per la navigazione, soprattutto se ci si mantiene ad una distanza di sicurezza, tale da non incrociare le reti da pesca.

La stessa cosa vale per i traghetti le cui luci di via sono inesistenti perché soffocate da quelle del ponte e delle cabine. In questo caso però, la navi passeggeri di linea, si riconoscono facilmente dato che mantengono delle rotte tipiche e una velocità sempre costante.

Al contrario le navi cargo, le petroliere ed in genere tutte le navi commerciali hanno le luci di via ben visibili anche nelle notti senza luna. Ad un attento osservatore sarà semplice capire la direzione e la lunghezza del naviglio solo guardando i fanali di via.  

La difficoltà principale della navigazione notturna è sicuramente quella legata alla sicurezza dell’equipaggio. In caso di malaugurata caduta fuori bordo di un marinaio, solo l’immediata reazione degli altri membri potrà salvare la vita al malcapitato, dato che il recupero dell’uomo a mare di notte è quasi impossibile, se lo stesso non è provvisto di torcia luminosa e se le condizioni meteo marine sono avverse.

Per il resto la navigazione di notte è molto piacevole, se poi c’è la luna piena è fantastico. Si viaggia sotto un cielo stellato dove la guida degli astri ti riporta ai tempi antichi in cui i marinai utilizzavano la stella polare per mantenere la rotta.

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