33° America’s Cup, BOR 90 si “perde” l’albero

di LauMar Commenta

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La 33° America’s Cup non ha pace e non dà pace ai team “partecipanti”. Infatti, dopo le note vicende giudiziarie che hanno coinvolto i due team di Alinghi e BMW Oracle, è arrivata la notizia dell’incidente occorso al trimarano sfidante di Larry Ellison.

Il BOR 90, pare abbia disalberato nella mattinata di ieri nelle acque antistanti San Diego (ieri sera in Italia) durante uno dei primi test di collaudo del nuovo albero. Lo riferisce il portavoce del team nel sito ufficiale di BMW Oracle. Dal comunicato, laconico e sintetico, non si capisce se l’incidente sia stato causato da un cedimento strutturale dell’albero stesso o, come più probabile,  da un componente di supporto. 

Fortunatamente, sottolinea la notizia di agenzia stampa,  nessun danno è stato cagionato agli uomini dell’equipaggio, mentre i mezzi di assistenza del team hanno assistito immediatamente il trimarano cercando di salvare l’albero dall’affondamento, per poi trainare il multiscafo alla base.

Il team, molto probabilmente, stava testando un terzo albero di nuova fattura, mentre un quarto con ala rigida dovrebbe essere quasi pronto ai test. Sono in corso indagini per stabilire la causa dell’incidente ma penso che la causa più probabile  la si possa ricercare in una rottura di una landa o di una piastra di sostegno del supporto dell’albero, dato che oggigiorno, con le tecniche di costruzione in autoclave degli alberi, è difficile che si possa riscontrare un cedimento strutturale dell’albero stesso.

Lo stesso timoniere James Spithill ha commentato:

Sono molto orgoglioso di come il team ha risposto all’incidente, con tutti i reparti che hanno funzionato alla perfezione. Dopo che la priorità numero uno, ovvero la sicurezza degli uomini a bordo era stata assicurata, la barca è stata trainata alla base e sono iniziate le analisi per determinare le cause dell’incidente, ma è troppo presto per trarre conclusioni.

Certamente un brutto colpo per BMW-Oracle che dopo la vittoria alla corte suprema di New York, nella quale era stato negato ad Alinghi di organizzare la competizione nell’emisfero Boreale durante i mesi invernali con l’obbligo di abbandonare il campo di regata scelto negli Emirati Arabi, si trova ad affrontare un imprevisto tecnico che potrebbe indurre un certo nervosismo negli uomini del reparto tecnico degli sfidanti americani.

Un dato è certo, la 33° edizione della coppa America non è nata sotto i migliori auspici, a causa dell’intolleranza unita allo scarso spirito sportivo dei team partecipanti e continua a non destare emozioni tra i velisti ed appassionati. Speriamo solo che almeno si arrivi alla conclusione di questa edizione senza ulteriori risvolti negativi, di cui la vela e lo sport in generale non hanno bisogno.

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