Boe Marpark, affonda il progetto dei campi boe wireless

di LauMar Commenta

Marpark
Dopo l’iniziale insuccesso per le boe intelligenti di Marpark, oggi possiamo tranquillamente parlare di flop. Il progetto che utilizza le tecnologie wireless per consentire alle imbarcazioni da diporto di ormeggiare nelle aree marine protette realizzato da Italgest mare e patrocinato dal ministero dell’Ambiente, non è più in funzione.

La cosa strana è che questo progetto avrebbe certamente risolti molti problemi di ormeggio nelle zone delle aree marine protette ed in quelle rade dove è sempre difficile trovare posto nelle marine.

Inizialmente erano due le zone scelte per la sperimentazione, quella nel sud della Sardegna al largo della località di Villasimius  -l’altra area si trova al largo delle Cinque Terre– dove le boe di Marpark sono rimaste pressoché inutilizzate, snobbate dai proprietari di barche che invece hanno preferito gettare l’ancora nelle rade vicine.

Questo insuccesso, sin dal primo momento, è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno per le società che hanno ideato e realizzato il progetto, soprattutto perché inizialmente l’ormeggio era gratuito mentre successivamente si sarebbe dovuta versare una cifra pari a circa 50 euro per ogni giorno di sosta in rada.

La conferma del flop e del relativo abbandono del progetto mi è arrivata direttamente dalla ditta ideatrice del progetto che da me interpellata per sapere come poter ormeggiare in una delle sue boe poste nel parco delle Cinque Terre, mi sono sentito rispondere che le boe erano libere e non più gestite da nessun ente.

Ovviamente essendo adesso il parco boe gratuito molti diportisti ne approfittano indiscriminatamente restando ancorati anche per più giorni quasi fosse una proprietà privata. Le boe pur non essendo più mantenute in efficienza offrono comunque una sicurezza superiore a qualsiasi altro ancoraggio dato che il corpo morto e costituito da due boe una in superficie e l’altra sommersa così da evitare bruschi strappi e carichi.

Personalmente ritengo che questo progetto anche se si è rilevato un flop sarebbe da recuperare almeno per quanto concerne una regolamentazione delle soste da parte delle autorità competenti, che potrebbero così garantire una rotazione dei posti a tutti i diportisti.

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