Correre sull’acqua, sensazioni forti a “basse” velocità

di LauMar Commenta


Si dice che l’adrenalina che si scatena dopo una forte emozione sia benefica per il corpo  e per la mente, ma nella realtà non è poi così facile provare tale sensazioni di natura biochimica. La velocità per molti è una droga per altri solo una prova stupida ed inutile, sta di fatto che nel nostro paese si producono fuori serie da oltre 300 km/h e molti appassionati di motore si recano persino in pista per lanciare il loro mezzo nel rispetto dei limiti di velocità imposti per legge.

La sensazione della velocità però dipende dal mezzo con raggiungiamo il livello ricercato ed anche al mezzo in cui agisce il binomio uomo-macchia. Per un pilota di jet superare i 2000 km orari non è poi così difficile, ma le sensazione della velocità non corrisponde a quella che lo stesso pilota proverebbe se fosse a bordo di una auto-jet che tenta di battere i record di velocità su terra, mentre sfreccia a poco più di 1100 km/h sul classico lago salato.

Secondo alcuni studi e test la maggiore sensazione di velocità la si prova a bordo di un Bob. Sfrecciare in un budello con la testa a pochi centimetri dal ghiaccio è davvero impressionante e quando si scende dal mezzo vi sembra di essere andato a 300 km/h, mentre nella realtà siete solo arrivati a poco più di 100 km/h.

Lo stesso discorso vale per il chi va in mare. Se sfrecciate a 45 nodi, meno di 90 km/h, in acqua vi sembrerà quasi di stare al volante di una Porche mentre corre a 250 km/h e in alcuni casi, se prendente delle belle onde, anche di volare.

Visto che in mare, al largo, non vi sono limiti di velocità, pensate cosa potreste fare con un mostro da 3000 hp che tocca i 100 nodi. Certo non è semplice condurre uno scafo con tali prestazioni, dato che sarebbe come correre con un TIR a 200 km/h ed affrontare la variante Ascari del circuito di Monza.

Solo i professioni o quelli che veramente sanno utilizzare gli assetti degli scafi sanno come sia difficile mantenere la stabilità di una barca ad alta velocità dato che le varianti e forze in gioco sono molte.  In certi casi è quasi impossibile prevedere la razione dello scafo durante una “folle corsa” ed è per questo che gli incidenti nelle gare di motonautica sono frequentissimi e quasi nella norma.

Per questo motivo molti automobilisti sono “capaci” di correre in macchina a 250 km/h, mentre solo pochi sanno superare i 50 nodi in barca. In barca la differenza è tutta nella sensazione della velocità percepita da quella reale. Il rapporto potrebbe essere di di uno a due/tre a seconda delle dimesioni dello scafo e della potenza installata.

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