
A qualcuno servirà da ripasso, per altri – i più novelli – ci si augura possa essere un momento importante. Comincia oggi un immancabile appuntamento per esperti nautici e – ancor di più – per coloro i quali hanno cominciato da poco a relazionarsi con il contesto nautico. Come ogni disciplina, specialità, settore anche la nautica si compone di elementi caratteristici e di un linguaggio proprio e specifico che val la pena cominciare a masticare per riuscire ad avventurarsi sempre meglio nel comparto stesso. Il primo dei termini che prendiamo in considerazione è “bolina“, sostantivo che oltre a esprimere un significato preciso, si presta a una serie di modi di dire che un appassionato di nautica ha sentito in svariate circostanze.
BOLINA: dal francese “boline” che a sua volta rimanda all’inglese “bowline“, termine composto da “bow” che sta per “prua” e “line” che significa “cavo“.
La bolina è ciascuna delle funi con cui si tirano le vele quadre, in modo che si oppongano al vento contrario della navigazione. Negli antichi velieri a vele quadre, infatti, erano le cime che servivano a tirare verso prua il lato della vela dalla parte di entrata del vento. Obiettivo evidente, quello di navigare vicino alla direzione del vento.
L’espressione “navigare, andare di bolina” sta a indicare il posizionamento dell’imbarcazione in maniera tale da formare con il vento (proveniente da una direzione vicina alla prua) il minimo angolo. Tale posizione è, in caso di maltempo, quella più pericolosa per l’equipaggio anche per l’eccessivo sbandadamento dell’imbarcazione sul lato opposto alla direzione del vento.
PER APPROFONDIRE
Andatura di bolina, ricercate quella ideale