Il velista azzurro Pedote pronto per l’impresa, si racconta alla Gazzetta

di Alba D'Alberto Commenta

Il velista azzurro racconta la vittoria di classe e il terzo posto nella generale nella traversata atlantica Le Havre-Itajaì con il Multi 50 FenêtréA-Prysmian e in compagnia di Erwan Le Roux e spiega che adesso è pronto per la sua personalissima impresa. 

“Direi proprio che son felice di avere un problema come questo!”.

Giancarlo Pedote, al telefono, appena sceso dal suo trimarano e mentre attorno sparano fuochi artificiali di benvenuto, scherza alla domanda su cosa farà dopo aver vinto la Transat Jacques Vabre in compagnia di Erwan Le Roux con il Multi 50 FenêtréA-Prysmian. Lo racconta la Gazzetta dello Sport che ha intervistato Pedote sul futuro.

Qual è stato il momento più difficile della regata?

“L’uscita dalla Manica è stata davvero difficile. Un mare pazzesco. Il trimarano ha movimenti improvvisi e violenti. A parte l’imperativo di non rompere a me era venuto pure il mal di mare. Freddo, bagnati, io che stavo male. Dura, è stata dura. Ma siamo riusciti a gestire la situazione”.

Poi sulla sua capacità di vincere ricorda che tutto comporta sforzo e fatica:

“Una vittoria costruita con una corretta gestione della barca, con la scelta dei materiali giusti e con una strategia vincente. E grazie a un team perfetto. Erwan e io siamo molto simili. Entrambi veniamo dai Mini ed entrambi siamo molto determinati. È un anno che lavoriamo su questo progetto e davvero le conclusioni a cui arriviamo sono le medesime. Non c’è quasi bisogno di parlare. La dimostrazione che siamo un equipaggio che funziona sono le sei vittorie di quest’anno”.

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