L’ex yacht di Tito costa troppo: cosa farne?

di Alba D'Alberto Commenta

Se l’ex yacht di Tito costa troppo cosa se ne può fare? La soluzione più economica sarebbe quella di abbatterlo ma pare che la nipote voglia farlo diventare un centro per artisti. Ecco la storia raccontata da Il Piccolo. 

L’incipit è questa dichiarazione.

«L’ex nave scuola Galeb, per decenni residenza galleggiante del presidente jugoslavo Josip Broz Tito, andrebbe affondata nelle acque del Quarnero, possibilmente davanti a Portorè. Voglio ricordare che Tito lavorò per un certo tempo nel cantiere navale di questa cittadina rivierasca e dunque il posizionamento della Galeb sui fondali antistanti Portorè avrebbe un suo valore simbolico. Lo yacht del Maresciallo è in pessime condizioni, la ruggine la sta velocemente divorando e il mare le permetterebbe addirittura una migliore conservazione, trasformandola nel contempo in un’attrazione turistica, in special modo per i subacquei. Ora invece sottrae risorse a tutto danno dei contribuenti fiumani».

I conti sono presto fatti:

L’ ambizione sarebbe quella di trasformare Galeb in un museo, con gestione e restauro da affidare ad un concessionario privato. Che però non si fa vedere, spaventato probabilmente dall’ingente investimento per riportare la vecchia unità ad un aspetto degno di tal nome: circa 10 milioni di euro. Ogni anno, in mancanza di interessati, la municipalità fiumana è costretta a spendere sui 130 mila euro per la tassa di stazionamento e altre spesucce, denaro che naturalmente viene prelevato ai contribuenti.

La nipote del Maresciallo, Saša Broz, nota regista teatrale, rilancia con un suo progetto:

«Questa nave andrebbe tramutata in un centro d’arte, previo capillare restauro. Potrebbe ospitare mostre, concerti, proiezioni cinematografiche e inoltre sarebbe l’ideale per dare un tetto a diversi gruppi artistici indipendenti. Mio nonno Josip amava l’arte e sono convinto che apprezzerebbe una simile iniziativa».

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