Manovra Monti, “Dio Salvi la Nautica”

di LauMar Commenta

Eh sì che il prof. Monti ha studiato dai Salesiani e quindi la Bibbia avrebbe dovuto conoscerla o quanto meno aver letto del Diluvio Universale. Se l’Onnipotente scelse un’Arca -una barca a tutti gli effetti- per salvare l’umanità dai peccati, che vennero cancellati dall’immenso diluvio, come mai invece per “Salvare l’Italia” si affondano le barche?

Il controsenso è palese ed in questo post cercherò di spiegare come mai non serve a nulla tassare le barche anche quelle di lusso e come invece incentivare il diporto avrebbe ottenuto maggiori effetti benefici. Onde evitare fraintendimenti, dico subito, che non serviva l’esimio Prof. Bocconiano Dott. Monti per arrivare a tassare le barche, visto,che già in passato, erano state oggetto di prelievo fiscale. Se poi il criterio era quello equità fiscale, beh allora bastonare i piccoli proprietari dei natanti non servirà proprio a nulla.

Il diportista medio possiede una barca dai 10 ai 14 metri. Di solito è un professionista, un piccolo imprenditore od artigiano, ma molto spesso è un dipendente, quindi a reddito fisso. In questa categoria, non certo di multi milionari, è difficile trovare gli evasori totali dato che chi si compra una barca a vela molto spesso la compra usata ed il valore medio non supera i 100 mila euro.

Certamente sono persone benestanti, ma allo stesso livello di chi si compra un camper o la casettina in montagna. Allora perché si è deciso di tassare pesantemente solo la nautica e non anche chi possiede un Camper? Qual è allora l’idea ispiratrice di tale tributo? Semplice colpire i “ricchi” e fargli pagare così da far meglio ingoiare il rospo all’opinione pubblica.

Una guerra tra poveri o meglio tra quelli che stanno relativamente bene e quelli che stanno un po’ peggio. La cosa assurda che il settore del diporto è uno di quelli che più tira in Italia, come categoria industriale, e garantisce migliaia di posti di lavoro. Con questa Manovra Monti l’effetto domino toccherà soprattutto il piccolo cabotaggio è moltissime barche usate perderanno il loro valore, mentre quelle nuove tra i dieci ed i quindici metri resteranno invendute, con un effetto devastante sui cantieri e sulle entrate fiscali derivanti dall’IVA.

La cosa assurda è che molti diportisti, pur di non pagare, saranno costretti a cambiare bandiera, magari scegliendo quella Belga, che garantisce una quasi totale esenzione delle imposte, o quella Francese dove il Droit de Pavillon è molto meno caro di quello previsto dalla Manovra Monti. Insomma una tassa inutile che serve solo per fare cassa e non certo risolve i problemi cronici dell’Italia.

Una tassa i cui effetti psicologici saranno devastanti ed arrecherà più danno che benefici ad un settore già profondamente in crisi. Del resto cosa ci si poteva aspettare da un tizio che al massimo, nella sua vita, a condotto un Pattino a Rimini? Se prima la classe politica dirigente era “preoccupante” questa certamente è devastante, tenedo conto che non è neanche stata democraticamente eletta, ma solo nominata dalla paura dello Spread. Una “dittatura” dei Monti contro la “Libertà” nei Mari dove tutti saranno costretti a navigare a remi!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>