Il vostro motore “beve” troppo?

di LauMar Commenta

motore entrobordo

In Italia, con il prezzo dei carburanti alla pompa tra i più alti del mondo, quando si compra una barca a motore una delle prime domande che si pone al venditore è: ma quanto consumano questi motori?

Nella stragrande maggioranza dei casi l’abile e scaltro broker o concessionario vi risponderà in maniera convincente od evasiva a seconda dell’esperienza nautica che avete dimostrato, nelle vostre esternazioni in fase di trattativa, e con frasi del tipo: Questi motori vanno a gasolio” (come se al distributore lo regalassero) o peggio: “ Certo è un motore a benzina ma è  4 tempi, quindi consuma meno di una Panda”

La differenza, però, non sta tanto se i propulsori sono alimentati a benzina o diesel ma nel fatto che non è assolutamente facile calcolare i consumi di un motore marino dato che entrano in gioco molte variabili.

Anche nei resoconti delle prove d’imbarcazioni, effettuate da riviste o periodici qualche volta troppo indulgenti con i costruttori, generalmente i consumi vengono calcolati in modo approssimativo o prendendo per buoni i dati forniti dai cantieri stessi, pertanto non è detto che ciò che è riportato corrisponda al vero.

Infatti, durante una normale navigazione effettuata dal diportista medio, entrano in gioco diverse con cause, alcune di carattere generale (condizioni ambientali, tipo di guida, moto ondoso ecc.) ed altre di tipo specifico (modello di imbarcazione, forma della carena, peso imbarcato, pulizia carena ed elica ecc.).

Personalmente ho voluto testare il consumo di due Motori Suzuki 4 tempi da 300 Hp, nuovi dell’anno 2007, installati su un Boston Whaler 32’. La prova è stata eseguita in una giornata con assenza di vento, mare quasi piatto, temperatura di 18°, due persone a bordo, serbatoi d’acqua pieni al 50% e con le normali dotazioni di bordo imbarcate.

Per prima cosa, a serbatoi completamente vuoti, abbiamo pesato ed imbarcato 80 kg di benzina. Successivamente è stata effettuata una navigazione costante e regolare alla velocità di planata di 20 nodi ( dato da GPS ) per circa 30 primi, rientrati in porto abbiamo aspirato e ripesato tutta la benzina rimasta nei serbatoi.

Di seguito abbiamo ripetuto la prova sempre imbarcando 80 kg di benzina ma, questa volta, eseguendo una navigazione mista con frequenti accelerazioni e decelerazioni e toccando anche la velocità di punta a 42 nodi (dato GPS) sempre per un tempo di 30 minuti. I dati rilevati sono stati sorprendenti: a velocità costante il consumo è stato di 211g/Kw per ora, a velocità variabile di 368g/Kw per ora e cioè:
a) 46,6 litri/hx2 motori = 93,2 litri/h circa nella prima prova;
b) 81,3 litri/hx2 motori = 162,6 litri/h circa nella seconda prova.

Tutto sommato credo che questo esperimento, più empirico che rigorosamente scientifico, può essere considerato attendibile e di facile applicazione per qualsiasi  skipper od armatore; inoltre  conoscere l’esatto consumo della propria barca evita, senza dubbio, spiacevoli ed imbarazzanti chiamate ai soccorsi perché si è rimasti in panne per mancanza di carburante , molte volte causata dell’imprecisione degli indicatori del carburante.

NB.
Nei calcoli si è tenuto presente un margine d’errore del 1% dovuto a fattori esterni ( evaporazione benzina durante il travaso, residui nel serbatoio ecc.)

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