La nautica italiana deve puntare sulla vela

di Alba D'Alberto Commenta

Dopo il Salone di Genova, il mondo della nautica ha preso nuova linfa per rinnovarsi e siamo approdati in questi giorni ad una soluzione unica per la governance del settore. Ci è voluto un po’ per ché l’ex segretario generale di UCINA è stato impegnato in alcuni viaggi all’estero.

L’ex segretario generale di UCINA ha avuto un messaggio positivo dal Salone di Genova. Si è capito in quell’occasione che la crisi dei mercati che coinvolge anche la nautica si è parecchio allentata tanto che ci sono stati dei visibili segnali di ripresa. Alcuni mercati sono già di nuovo in pista, ma altri come quello italiano stentano a ritrovare il passo di marcia.

In Europa ci sono tanti segnali di ripresa e negli Stati Uniti la crisi è già passato anche se negli USA il 70% del mercato nautico è mosso dalle piccole e medie imbarcazioni di fabbricazione locale. L’Europa allora andrebbe a posizionarsi verso il mercato delle barche medio grandi, quelli tra i 16 e i 40 metri, quelle che sono state esposte anche al Salone di Cannes.

Rispetto al salone di Genova, l’ex segretario generale di UCINA spiega:

C’è poi il segmento della piccola nautica , che a Genova ha fatto registrare qualche segnale di fiducia. Qui è il prezzo a fare sempre più da padrone, su un mercato, quello italiano, che è ancora in sofferenza. Mercato che, ne sono convinto, per i prossimi anni si orienterà prevalentemente su queste “metrature”, oltre che naturalmente sui gommoni, che sono connaturati al nostro modo di vivere il mare. Vale la pena anche di parlare della vela. Il settore vive di passione, e chi è appassionato non si è scoraggiato. Lo abbiamo visto a Genova, dove la vela è stata la vera rivelazione del Salone.

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