Col Pogo 10.50 si “vola” Low Cost

di LauMar Commenta

Pogo 10.50Volare è sempre stato il sogno di ogni uomo sin dai tempi epici di Icaro o dell’epopea dei fratelli Wright, ma “volare sull’acqua” è ancora una chimera per moltissimi velisti, soprattutto per coloro i quali non hanno a disposizione budget milionari per costruirsi dei multi scafi iper tecnologici come quelli visti nelle regate oceaniche o nei vari tentativi di record di velocità.

In verità oggi è possibile, per chi ha una buona esperienza velica di base, provare forti emozioni planando sull’acqua ad oltre 15 nodi con uno scafo di serie e dal prezzo contenuto. Mi riferisco al Pogo 10,50 costruito dal cantiere bretone Pogostructures.

Come subito rivela la sigla costruttiva, si tratta di un moderno dieci metri e mezzo costruito con  resina vinilica e fibra di vetro stratifica piena per lo scafo, mentre la coperta è in sandwich di mousse di PVC e resina, il tutto realizzato mediante un sistema ad infusione delle resine controllato via computer, che garantisce un ottimo risultato di riuscita durante la fase di polimerizzazione.

L’armo classico a sloop di 9/10 è arricchito da particolari importanti come: albero, boma e bompresso in composito di fibra di carbonio, oltre alla pinna di deriva basculante ed alla doppia pala del timone. La ferramenta di coperta è di primissima scelta con acciai inox ASI 316 e rigging tutto “made” in Harken.

Gli interni anche se molto spartani, per la maggior parte dei velisti nostrani, sono, a mio parere, ben curati e rifiniti con dotazioni complete quali: bagno con doccia separata,  frigo, cucina a tre fuochi e forno, dispensa, due cabine ecc. Molta cura ed attenzione è riservata alla strumentazione di navigazione e sicurezza installata in appositi pannelli, facilmente modulabili ed accessibili, sopra l’enorme tavolo da carteggio.

Esternamente, la barca è molto bella con linee di carena pulite e filanti ed un baglio massimo “enorme” concepito appositamente per sfruttare le andature ed i venti portanti che si possono trovare in oceano Atlantico, dove solitamente tutti i Pogo navigano.

Grazie ad un amico skipper francese, collaboratore del cantiere, nel maggio 2008 ho potuto provare un Pogo 10,50, fresco di varo, e sul quale erano state realizzate delle modifiche, su richieste dall’armatore, che venivano testate per la prima volta in mare. Dopo una prima navigazione tranquilla di circa un’ora nelle acque antistanti Benodet, Philippe decideva di mettere alla frusta il Pogo. Mentre issavamo il Jennaker da 120 mq il vento, che sino ad allora era rimasto scarso, rinforzava a quasi 13 nodi di media con raffiche oltre ai 15.

Raggiunta l’andatura ideale, con assetto velico tra un traverso pieno ed il gran lasco, l’amico francese mi ordinava di sollevare la deriva “pivotante”. Immediatamente la prua iniziava a sollevarsi permettendo, così  allo scafo di posizionarsi nel giusto assetto di planata.

A vedere questo”guscio”, di soli 35 piedi, “volare” dolcemente sulle creste delle onde ho provato un’emozione indescrivibile, un misto di stupore, gioia e paura. Ovviamente la competenza e l’abilità dell’amico skipper mi confortavano, nella certezza che tutto era sotto controllo, anche quando le raffiche aumentavano d’intensità.

Terminato il test di navigazione il GPS ci ha confermato che abbiamo raggiunto la ragguardevole velocità di punta di 16,45 nodi con una media di 14 sull’ora, proprio niente male per uno scafo che full optional costa poco più di 100.000 euro, IVA esclusa. Soldini è avvisato: da oggi ci saranno molti velisti che voleranno “Low Cost” con Pogo 10.50.

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