Vietato ancorare, Posidonia a rischio estinzione!

di LauMar Commenta

Poseidonia

Nei prossimi mesi regioni, province e comuni che si specchiano nelle acque delle aree marine protette, di maggior pregio o nelle isole dovranno dotarsi di campi boe, pena l’impossibilità per tutti i diportisti di gettare l’ancora in questi fondali.

Il decreto approvato dal Senato il 23 settembre scorso e votato all’unanimità, da tutti i gruppi parlamentari,  attua una direttiva europea che tende a salvaguardare le praterie di Posidonia, una pianta elemento base della catena alimentare ittica del “mare nostrum”.

Gli scienziati hanno scoperto che gli ancoraggi sconsiderati di molti “marinai” sono una delle cause principali del rischio di scomparsa della flora marittima e pertanto devono essere limitati in quelle coste dove la Posidonia prolifera e cresce, pena la drastica diminuzione di alcune specie ittiche e, di conseguenza, un danno ambientale ed economico alla filiera della pesca.

Personalmente ho sempre cercato di effettuare ancoraggi senza danneggiare la flora marina, avendo cura di trovare zone sabbiose dove non cresce nessuna pianta acquatica al fine di arrecare il minor impatto ambientale; al contrario ho visto persone che non rispettano in nessun modo il mare ed eseguono manovre di ancoraggio e disancoraggio quasi come se dovessero letteralmente “arare” il proprio campo di patate con un potentissimo trattore SAME, senza applicare quel minimo di buon senso che ogni navigatore dovrebbe avere.

Ma si sa molti di quelli che vanno in barca di spirito marittimo ed ecologico, nel vero senso della parola, non hanno nulla visto che impera l’ignoranza collettiva di moltissimi navigatori e skipper, o presunti tali, che si comprano imbarcazioni solo per sfoggiare un bene di moda o per l’ostentazione fine a se stessa.

Vedere delle baie con campi boe, come esistono già in parecchie zone protette della Liguria, della Sardegna o della Sicilia, non sarebbe per nulla negativo, ma il rischio latente è che poi, i soliti ” italioti” furbi, gestiscano tali campi instaurando speculazioni o si sistemi pseudo mafiosi tipici dello stivale.

In questo modo sarebbero penalizzati tutti anche quelli che rispettano ed amano il mare, a discapito di pochi sciagurati che non dovrebbero neanche mettere la prua fuori dalla diga foranea del porto dove quasi, sempre, sono attraccati.

Noi vogliamo assolutamente evitare quello che è accaduto questa estate all’isola di Ponza dove, a causa della “sconsiderata” gestione dei pontili posti sotto sequestro da uno zelante magistrato, l’attracco è stato vietato. In questo modo molti diportisiti ed anche gli stessi isolani hanno pagato un prezzo enorme, anche in termini economici, solo per l’arroganza di pochi “furbi” di professione.

Speriamo che i nostri politici ed in particolare il Ministro dell’ambiente competente emanino delle direttive precise in applicazione del Decreto sopraccitato, al fine di risolvere il problema della possibile speculazione selvaggia sui campi boe, dato che il mare è un bene prezioso per tutti  ed ognuno ha il diritto di poterlo godere senza sottostare al ricatto di pochi e miseri sfruttatori opportunisti.

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