Transat Jacques Vabre, Mura racconta il disalberamento

di Gioia Bò Commenta

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Momenti di panico nel corso della Transat Jacques Vabre, quando nel cuore della notte il Class 40 Bet1128 di Gaetano Mura ha subito un disalberamento in mare aperto. La regata transoceanica era partita qualche giorno fa da Le Havre, dopo giorni e giorni di rinvii per le cattive condizioni del mare. Poi finalmente il via e la rotta verso le coste del Brasile con più di cinquemila miglia nautiche da percorrere in tutte con condizioni meteorologiche.

Il Class 40 con a bordo Mura e Sam Manuard aveva raggiunto il Golfo di Biscaglia, quando l’albero ha ceduto, mettendo in pericolo la vita dell’equipaggio. Gaetano Mura racconta la disavventura:

Si è trattato di un disalberamento. L’albero è caduto in coperta, le vele in acqua. Lo straletto di trinchetta era bloccato nel suo fine corsa. Abbiamo tenuto l’albero con le mani. Ero a sedere sotto la protezione del tughino, per fortuna ero lì quando l’albero è caduto in coperta. Era notte, le 21,30 di Greenwich, navigavamo di bolina con 23/25 nodi di vento. Ho sentito l’esplosione e ho subito intuito che non era nulla di buono. La barca parla con i rumori e questo era di dolore. Ho alzato la testa e l’albero era caduto. Sam è uscito sul ponte senza cerata, ci siamo guardati: l’albero integro e le vele in acqua. Gli ho gridato di mollarmi la drizza ed ho tirato con quella forza che ti viene solo in quei momenti.

Dopo il racconto del disalberamento Gaetano Mura lancia una frecciata contro il costruttore del Class 40:

Appena disalberato, la barca che avevamo dietro, dell’inglese Brian Thompson, ha dovuto manovrare per evitarci, ci è passato a fianco e ci ha visto senza albero. Quando dopo ci ha visto a 9/19 nodi di velocità, avrà pensato ai fantasmi. Mi riservo per il momento di non fare la pessima pubblicità che meriterebbero i costruttori del pezzo che ha ceduto e non solo per questo. Non è il momento e non voglio approfittare della situazione. Comunque non mi sbagliavo di tanto. Grazie a tutti quelli che ci seguono e ci incoraggiano.

Photo Credits | CHARLY TRIBALLEAU/AFP/Getty Images

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