Voi comprereste una barca da un 1.000.000 di euro da “venditori” come questi?

di LauMar Commenta

 

Sembra proprio che nel mondo della nautica da diporto il vecchio detto: “Ogni giorno c’è un pollo da spennare”, non sia mai tramontato. Si perché da quello che vedo in giro, ci sono troppi armatori che si fanno letteralmente turlupinare da “onestibroker o “zelanti” cantieri, il cui blasone alle volte è l’unica cosa che gli resta da ostentare.

Nonostante tutti gli articoli e servizi, che io ed altri seri professionisti abbiamo divulgato negli anni, resiste ancora la moda “truffare” il povero e malcapitato armatore, che ignaro di quello che gli sta accadendo e  fidandosi cecamente del suo interlocutore/venditore, fa scorre veloce la sua man su qualsiasi foglio o pezzo di carta che l’infido “cialtrone” gli spaccia come contratto.

Le tecniche per truffare, nel campo nautico, sono le più disparate e difendersi da tutti gli imprevisti è assai difficile, soprattutto se si commette l’errore di affidarsi alla buone fede dell’altro, mentre costui cerca solo di raggirarvi con tante belle parole e salamelecchi.

Molti compratori non sanno, ad esempio, che se si compra una barca usata da un cantiere o da un dealer, anche tramite il broker, questi sono obbligati a darvi una garanzia sul bene di un anno dalla data di acquisto. Tuttavia molti cantieri, che ritirano dei natanti in permuta su altre barche, cercano di far risultare che la barca  in vendita sia direttamente ceduta dal vecchio armatore così da aggirare la norma sulla garanzia.

Nella realtà interpongono dei proprietari fittizi così che voi abbiate la sensazione di acquistare da un terzo soggetto, mentre invece sono loro che incassano direttamente i soldi.

Ricordate poi, che anche nelle vendite d’ imbarcazioni non registrate al RID – registro delle imbarcazioni da diporto – è sempre obbligatorio avere la procura a vendere del reale proprietario altrimenti il contratto sarà nullo.

Per questo motivo, quando si compra un’imbarcazione da diporto, è buona norma rivolgersi a dei seri professionisti o consulenti, possibilmente che non lavorino nello stesso luogo del venditore onde evitare spiacevoli incompatibilità “ambientali”; questi potranno darvi certamente una mano nel gestire le trattative, sia per quanto riguarda gli aspetti tecnici, che per quanto riguarda la fase contrattuale.

Quello che invece normalmente accade, è che il nuovo armatore per risparmiare qualche centinaio di euro in consulenze, considerandosi magari anche un esperto marinaio, si affida alle proprie capacità mentre sottovaluta l’aspetto psicologico che sta alla base di ogni contrattazione: il venditore conosce e sa sempre molte più cose di quelle che voi pensiate.

In sintesi i consigli che posso darvi, come titolare dello studio di consulenza nautica LMF SAILING SERVICE, sono questi:

a) Affidarsi sempre a seri professionisti con compravate capacità nel settore della nautica da diporto e che non risiedano nello stesso luogo del venditore;
b) Non firmare mai nessun contratto o pre-contratto se prima non è stato sottoposto al proprio consulente o legale di fiducia;
c) Non pagare mai in contanti o con assegni in bianco. Oltre ad essere illegale non vi da nessuna garanzia di chi poi incassi veramente l’assegno od il contante;
d) Esigere sempre di poter far periziare la barca, prima di concludere il contratto;
e) Diffidare sempre dalla promesse verbali del venditore, anche se questo sembra una persona corretta -meglio passere per malfidenti che prendersi una fregatura-;
f) Non acquistare mai una barca da un cantiere straniero se questi non ha anche un rivenditore con ragione sociale italiana, che possa rispondere direttamente su vizi, difetti e garanzie del bene acquistato.

In conclusione vi ricordo di dare sempre un “occhio” ai veri “Pirati“, che molto spesso vestono  il capi griffati, ma sono peggio di quelli che s’incontrano nei mari del sud.

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