Come vestirsi su una deriva: il minimo indispensabile – parte 1

di Antonino 1

M24 European 2009L’abbigliamento giusto non è cosa da poco, in ogni occasione, specialmente in mare. I lupi di mare sorrideranno, anche perché questo uno di quei casi – rari – in cui l’abito non fa di certo il monaco. Ma chi si accinge a praticare vela e non lo fa con criterio – il che prevede, appunto, alcune attenzioni in ambito di vestiario – rischia di stancarsi troppo presto, o peggio farsi male.

Se è vero che la maggior parte del calore corporeo viene disperso dalla testa, e da mani e piedi, è anche vero che se li raffreddiamo saremo soggetti ad un abbassamento repentino della temperatura. Non dobbiamo pensare per forza alla temperatura esterna, ma anche a quella dell’acqua, e ai casi di vento più o meno pronunciato, che accelerano i fenomeni di raffreddamento.

Un capo che si dovrebbe sempre indossare è la muta. Realizzata solitamente in neoprene, permette di ottenere protezione contro le abrasioni, è impermeabile e ha un rivestimento interno per migliorarne il comfort. Il punto debole delle mute sono le cuciture, inevitabili se non vogliamo crescerci dentro, che permettono le infiltrazioni, e di solito sono ricoperte da un doppio strato di tenuta proprio per evitarle. Ma non solo. L’acqua fredda può entrare facilmente anche dalle attaccature con le parti scoperte – collo, braccia, gambe – e in questo modo raffreddare il corpo. Le buone mute permettono solo in piccola percentuale ciò, che vuol dire che l’acqua entrata si porta alla stessa temperatura del corpo senza raffreddamenti sensibili, mentre quelle un pò meno buone fanno entrare acqua in abbondanza, che è vero il contrario.

La mani, così come i piedi, essendo più sensibili al freddo perché più esposte sono a rischio di ferite più delle altre parti, e quindi devono essere protetti con guanti e scarpe adatte, che potranno essere stivali in gomma, per le condizioni più severe, oppure in cuoio – poiché sono traspiranti – o calzari da muta in neoprene, molto flessibili e racchiusi alla caviglia da un laccetto.

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