Charter e noleggio yacht, servono regole chiare

di LauMar Commenta

Charter

Dopo i noti fatti di sequestro d’imbarcazioni e navi da diporto avvenute nel nostro paese si teme un effetto domino che provocherebbe un grave danno al comparto del diporto già fortemente provato.

Secondo quanto affermato dal Presidente dell’Ucina, in una recente intervista la nautica nel settore del charter e del  noleggio rischia la catastrofe.

Servono regole chiare e condivise che possano mettere i nostri operatori dei charter nazionali alla pari dei competitors francesi e di tutti quelli che operano nel Mediterraneo.

Quanto dichiarato da Alberoni, a margine della presentazione, allo Yacht Club di Genova, di due progetti sulle imprese nautiche e i porticcioli turistici finanziati dall’Unione Europea non è che una delle prime voci che condannano l’atteggiamento e la spettacolarizzazione di certe operazioni messe in campo dalla Guardia di Finanza proprio alla vigilia dell’estate, che si presenta difficile e la più incerta per il settore nautico negli ultimi dieci anni.

Sempre nella stese occasione Alberoni ha dichiarato:

Non bisogna dimenticare che il 75 per cento del mercato del noleggio e del charter a livello mondiale si svolge nel Mediterraneo e’ una grandissima opportunità’. Le nostre aziende devono saper cogliere e non possono permettersi di perdere, in un momento come questo, il grandissimo gettito che queste grandi imbarcazioni creano e lasciano sul territorio circostante .  Ad oggi si parla di un miliardo di euro a rischio per la prossima stagione e gli annullamenti di noleggi sono centinaia”.

Secondo l’opinione della maggior parte degli addetti del settore a danneggiare l’immagine del nostro paese sarebbero i casi noti di sequestri di imbarcazioni che hanno determinato un forte clima di incertezza anche a fronte di una legislazione lacunosa e poco rispettosa delle convenzioni internazionali.

La poca chiarezza, in questo settore, crea un tipo di approccio psicologico negativo. Aggiungiamo il fatto – ha concluso Albertoni – che imbarcarsi a Nizza o a Genova per chi arriva magari dall’America e ha noleggiato un’imbarcazione, non fa una grossa differenza. Fa un’enorme differenza, invece, per i nostri operatori, perché e’ da dove la barca parte che crea l’indotto sul territorio”.

Certamente questo tipo di operazioni e verifiche fiscali nel settore della nautica, anche se a nostro parere giuste e sacrosante, dovrebbero essere realizzate con altri mezzi che non l’eclatante sequestro del bene che, come contropartita, lascia sulla “banchina” miliardi di euro.

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