L’altra faccia della Coppa America, il “mattone”

di LauMar Commenta

Dietro la tradizione delle competizioni veliche, la storia della Coppa America è da sempre un grande “crogiolo” di affari miliardari, sia per il fatto che vi sono moltissimi sponsor sia perché l’evento richiama moltissimi spettatori che necessitato di strutture ricettive.

Proprio per far fronte a questa esigenza è necessaria la realizzazione di grandi spazi con l’edificazione di qualche migliaio, o forse milione, di metri cubi di calcestruzzo. Basta pensare che per il contratto che assegna a San Francisco la sede delle finale della 34 edizione della coppa a fronte degli 80 milioni  d’investimento previsto, il defender Larry Allison otterrà la concessione dei moli 27, 29 30 e 32 per ben 75 anni così che in questa zona potranno sorgere ristoranti, sedi stampa, basi dei team, alberghi e varie strutture destinate al pubblico che affluirà numeroso.

Le stime dicono che saranno almeno mezzo milione le persone che arriveranno a “Cisco” per la finale e molte di queste troveranno posto nelle sedi realizzate dal palazzinaro detentore della coppa. Un’operazione immobiliare in stile “Big Golden”, giusto per parafrasare il nome dell’omonimo ponte della città del nord della California, dove il giro globale sarà molto vicino al miliardo di dollari con oltre 10.000 nuovi posti di lavoro creati.

Non sappiamo se sarà un buon affare per i cittadini contribuenti di San Francisco, visto che loro dovranno sborsare ben 34 milioni di dollari presi dal bilancio della contea, ma certamente per Larry questo dettaglio organizzativo è già una manna, anche perché se permangono molti dubbi sull’economicità della nuova formula è quasi certo che nuovi sfidanti saranno della partita con un interesse mediatico che coprirà probabilmente quasi tutto il globo.

La sfida alla coppa delle Cento Ghinee è già iniziata quella per il mattone è certamente già vinta, e visto le planimetrie dettagliate dei nuovi edifici, sono sicuro che sarà anche molto redditizia, speriamo solo che tutto ciò non si trasformi in pura speculazione economica, vanificando l’attesa e la credibilità stessa dell’evento sportivo più antico della storia dell’uomo.

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