Leasing Nautico, arriva la “bufera”

di LauMar Commenta

Tutti gli armatori che in questi anni hanno acquistato una barca mediante Leasing Nautico, stanno per avere una brutta sorpresa dal parte del Mnistero della Fiananze: il rimborso dell’IVA risparmiata, meglio non pagata, sui canoni di locazione finanziaria.

La cosa assurda di questo provvedimento è la sua retroattività; pertanto anche chi aveva ottenuto dei vantaggi fiscali sarà costretto a versare ciò che prima invece era stato risparmiato. Infatti ,secondo quanto stabilito dal DL 18 del 11 febbraio 2010 che recepisce una direttiva comunitaria, a partire dall’anno in corso e per il futuro la riduzione dell’IVA non sarà più possibile per quei soggetti passivi d’imposta.

Per essere più chiari, in precedenza, la normativa sul Leasing consentiva a chiunque una riduzione forfetaria dell’imposta sul valore aggiunto, anche se la barca era acquistata da un privato cittadino tramite una società di locazione finanziaria. Infatti secondo il principio della territorialità la barca, a seconda della sua lunghezza, godeva di una riduzione che poteva arrivare sino ad oltre 70 % dell’imposta con evidenti vantaggi fiscali.

I primi ad applicare questa riduzione erano stati i Francesi e poi noi italiani, visto il grande successo ottenuto dal cosiddetto leasing Francese, le cui barche ormai avevano invaso le nostre marine e porti.

Oggi, con queste modifiche, non sarà più possibile ottenere questo risparmio, a patto che si rientri in alcune categorie ed in alcuni limitati casi, come ad esempio, quello in cui il proprietario persona fisica, abbia anche una attività commerciale di noleggio barche. Inoltre influirà anche la sede delle società locatrice e pertanto le società con sede negli altri stati comunitari, differenti da quello del locatore, non potranno applicare la riduzione dell’IVA sui canoni di noleggio.

La cosa assurda è che oggi molti locatori sono chiamati a restituire l’IVA alla società di Leasing, esponendoli di fatto ad un grave onere finanziario, che in alcuni casi potrebbe anche essere molto elevato e tale da comportare le finanze dell’armatore, costringendolo di fatto a svendere la propria barca.  Sicuramente l’applicazione di questa direttiva europea arriva proprio nel momento peggiore del mondo del diporto nautico che, faticosamente, si stava riprendendo da anni bui e che così rischia di perdere ancora quote di mercato, dato che molti armatori non potranno più avvantaggiarsi degli sgravi fiscali. 

Nei fatti questo provvedimento colpisce la fascia di barche nuove medio piccole, sotto i 15 metri, e quello dei natanti, dove certo non è possibile costituire una società di comodo per recuperare l’IVA sui canoni del leasing, come invece fanno molti proprietari mega yacht, anche se poi sventolano “patriotticamente” la bandiera italiana sulla poppa.

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