Louis Vuitton 2013, Luna Rossa al debutto

di Gioia Bò Commenta

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Finalmente ci siamo. Luna Rossa è pronta al debutto nella Louis Vuitton Cup 2013, dopo il boicottaggio della prima giornata, quando ha concesso strada (anzi mare) al Team New Zealand, consentendogli di guadagnare il solitaria il primo punto della competizione. Tra qualche ora il team guidato dallo skipper Max Sirena avrà la possibilità di mostrare il proprio valore, in attesa che la Giuria Internazionale si pronunci sul ricorso relativo alla prima tappa.

Dunque Luna Rossa scende in mare e si appresta a guadagnare il suo primo punto, considerando l’assenza dell’avversario. Artemis Racing, infatti, avversario del team italiano nell’occasione, non prenderà il largo, essendo impegnato nei lavori di allestimento del suo secondo scafo, nella speranza di poter gareggiare nelle prossime settimane. Lo stesso Artemis ha consentito al Team New Zealand di guadagnare il suo secondo punto nella storica coppa, sempre grazie ad una regata in solitaria, conclusasi dunque senza particolari patemi d’animo.

In attesa del debutto di Luna Rossa e del pronunciamento della Giuria internazionale sul ricorso del Team italiano, entra nella delicata questione Paul Cayard, CEO di Artemis, nonché rappresentante di tutti gli sfidanti. L’ex skipper del Moro di Venezia bacchetta il team di Luna Rossa, definendolo paranoico:

Pensare che il direttore di regata ha fatto tutto questo per favorire Oracle è un po’ paranoia. Alcune delle accuse che sono arrivate sono di basso livello. Sulla protesta non posso parlare per regolamento, non so come andrà a finire. So che nel 1993 quando a Imola morì Senna, la Formula 1 si interrogò su quello che era successo. E da li prese in mano le regole della sicurezza in maniera diversa. Qui è stato un po’ lo stesso. In quel momento a maggio non era credibile che i 4 team si mettessero d’accordo su tutti i punti. Iain Murray ha fatto un gran lavoro in pochi giorni, presentando 37 regole per la sicurezza.

Regole accettate da Luna Rossa, fatta eccezione per quelle che andavano a modificare il peso della barca, con l’aumento di 100 chili che va ad incidere sulla velocità, favorendo dunque Oracle (il detentore del titolo) nell’America’s Cup.

Photo Credits | Getty Images

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