Louis Vuitton Cup, i motivi del boicottaggio di Luna Rossa

di Gioia Bò Commenta

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Erano in molti a pensare (o forse sperare) che alla fine della fiera Luna Rossa sarebbe tornata sui propri passi, scendendo in acqua per sfidare l’Emirates Team New Zealand nella prima giornata della Louis Vuitton Cup 2013. Ma alle 12.15 ora locale (le 21.15 italiane) di ieri ai nastri di partenza in quel di San Francisco c’era solo il catamarano nero, pronto a guadagnare il suo primo punto nella storica regata. Ma perché il team italiano ha deciso di boicottare la prima tappa? I motivi risiedono nel cambio di regolamento in corso d’opera, senza che il team abbia dato il proprio consenso allo stravolgimento.

Il Direttore di Regata ha introdotto nuove regole relative per lo più alla sicurezza lo scorso 29 giugno, ben oltre i tempi previsti. Luna Rossa non ha accettato tali modifiche, o almeno una parte di esse, come riporta una nota del team:

Uno dei pilastri fondamentali di qualunque America’s Cup è il Regolamento di Classe, regolamento che viene proposto dal Defender ed è accettato dai challenger al momento in cui lanciano la sfida. Luna Rossa è assolutamente favorevole all’introduzione di nuove e più severe norme di sicurezza, ma le regole relative ai timoni, agli elevatori dei timoni nonché al maggior dislocamento non hanno nulla a che vedere con la sicurezza; il loro unico effetto e la loro sola ragione di essere è quello di aumentare la velocità e le performance della barca.

Il Team italiano, con in testa lo skipper Max Sirena, ha dunque fatto ricorso presso la Giuria Internazionale, nella speranza che tale organo potesse pronunciarsi prima del via della prima tappa. Ma i tempi sono slittati e la decisione della giuria arriverà solo nelle prossime ore, con tanto di ringraziamenti da parte di New Zealand, che nel frattempo è sceso in acqua ed ha mostrato il meglio di sé, coprendo il percorso in poco più di 45 minuti. Senza avversari sì, ma ugualmente impressionante.

Photo Credits | Getty Images

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