Sant’Elena, in viaggio con Napoleone.

di LauMar Commenta

Dopo l’invasione della Russia nel 1812 da parte della truppe napoleoniche e la successiva tremenda sconfitta, l’imperatore di tutti i “francesiNapoleone, fu esiliato nella piccola isola d’Elba, oggi meta di molti velisti, ma all’epoca abitata salo da alcuni pescatori e dominata  da una grande fortezza.

Dopo esser fuggito dal suo esilio elbano, con l’aiuto dei Corsi e di alcuni fedeli soldati, Napoleone rientrò in Francia, solo per essere nuovamente sconfitto dal Duca di Wllington nella battaglia di Waterloo nel giugno del 1815.

Gli inglesi per evitare ciò che era accaduto in precedenza, con l’esilio di Napoleone all’isola d’Elba, cercarono un luogo assolutamente remoto e difficile da raggiungere anche a navigatori esperti. Alla fine scovarono, nei loro possedimenti, Sant’Elena, una piccola isola di origine vulcanica che si trovava nel bel mezzo del sud Atlantico, a più di mille miglia dalle coste Africane.

Napoleone passo gli ultimi sei anni di vita, sino alla sua morte avvenuta il 5 maggio 1821, in questa sperduta isola abitando in una grande casa situata in mezzo alle piantagioni di canna da zucchero e con la compagnia di sei tartarughe giganti, proventi dalla Seychelles, una della quali visse addirittura 170 dopo la morte dell’imperatore.   

In gran parte, ancora oggi, l’isola non è cambiata dato che il turismo è assolutamente scarso e lagato soprattutto ai navigatori di passaggio che decidono di fare tappa qui, sia per ragioni di carattere storico, sia per il fatto di trovare un approdo sicuro nella loro rotta verso il capo di Buona Speranza.

L’isola è circondata da alte pareti, che scendo a strabiombo sul mare blu cobalto, e l’unico approdo è proprio la baia antistante alla capitale Jamestown. Non esistendo alcun porto sull’isola è necessario sbarcare con il proprio tender o con l’ausilio delle barche dei locali che fungono da taxi.

Durante la stagione estiva sono centinaia le imbarcazioni a vela che sostano a Sant’Elena contribuendo significamene allo sviluppo economico, dato che popolazione vive principalmente del turismo di piccolo cabotaggio. Non essendo possibile costruire un aeroporto il turismo di massa è rimasto estraneo all’invasione di Sant’Elena ed i fortunati viaggiatori possono godere di una fantstica tranquillità, apprezzando appieno le bellezze naturalistiche rimaste inalterate  sin da tempi di Napoleone.

Le poche case sono tutte in stile coloniale e si intrigano perfettamente con il paesaggio circostante senza storpiare l’aspetto aspro delle valli e dei crinali che circondano la piccola cittadina.  Per chi avesse l’intenzione di programmare una sosta consiglio di non perdersi il panorama offerto dal Jacobs Ladder, una ripida scalinata, di quasi 700 gradini. che sovrasta la capitale Jamestown, ma dalla cui sommità è possibile godere di un fantastico panorama di ogni lato dell’isola.

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