Gruppo Ferretti, i Servizi Segreti indagano

di Giulia Ferri Commenta

Gli 007 non si limitano a guidare un motoscafo Riva per lanciarsi all’inseguimento di qualche criminale (ho visto troppi film di James Bond) ma compilano dossier in cui il Gruppo Ferretti viene menzionato a proposito della speculazione cinese ai danni dell’economia italiana, dopo la recente acquisizione del 75% delle azioni da parte della Shandong Heavy Industry Group. Secondo il rapporto inviato dai Servizi Segreti alla presidenza del Consiglio e al Copasir – Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica – i cinesi avrebbero intenzione di spostare la produzione Ferretti nell’isola Hinau e lasciare in Italia solo le linee di rimessaggio e manutenzione. Nel mirino delle infiltrazioni cinesi in Italia ci sarebbero anche l’ex area Falck di Sesto San Giovanni e l’apertura di banche e agenzie di rating.

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Bisogna considerare che l’industria nautica cinese è già affermata nel comparto delle piccole imbarcazioni a motore dove i cantieri statunitensi hanno da anni localizzato la produzione ma nel settore degli yacht di lusso e nei superyacht non ha acquisito ancora un bagaglio necessario per avviare una produzione autonoma. Ma la domanda crescente dettata dai nuovi rampolli cinesi potrebbe favorire uno spostamento dei cantieri nautici vicino ai mercati e a questo punto il Ferretti Group potrebbe decidere di trasferire la produzione in Cina. E’ un’ipotesi che ci appare realistica ma non nel breve periodo soprattutto perché l’azienda ha un accordo con i sindacati che prevede la costruzione di un nuovo sito produttivo nel forlivese.

Norberto Ferretti, storico fondatore del Gruppo, etichetta la preoccupazione dei Servizi Segreti come “fantapolitica”:

Se le aziende italiane avessero acquistato il gruppo non lo avrebbero fatto i cinesi. Che il gruppo avesse bisogno di essere ricapitalizzato era chiaro a tutti e i cinesi sono stati gli unici che hanno messo i soldi sul piatto

 

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