Le andature: fare avanzare la barca a vela

di Martina 5

Con il termine “andatura” s’intende il modo di procedere di una imbarcazione a vela in relazione all’angolo che il vento (quello apparente, cioè quello avvertito a bordo) forma con la linea della chiglia.

Le andature sono le stesse sia che la barca abbia mure a dritta sia che abbia mure a sinistra.

Uno dei punti di partenza per capire in quale andatura stiamo per andare è l’angolo morto, ossia un angolo di circa 90 gradi (tale misura è indicativa; essa varia a seconda di quanto una imbarcazione può stringere il vento) in cui la barca non ha propulsione poiché la prua è orientata nell’esatta direzione di provenienza del vento; pertanto le vele fileggiano (sbattono al vento come una bandiera).

Man mano che la prua si allontana dall’angolo morto avremo due diversi tipi di andature: le andature montanti, ossia quelle che permettono alla barca di risalire il vento, e le andature portanti, ossia quelle in cui la barca viene spinta, “portata”, dal vento.

Le andature montanti sono la bolina stretta (rasente l’angolo morto) e la bolina larga. Le andature portanti sono il lasco, il gran lasco e la poppa (o fil di ruota). Esiste anche un’altra andatura, il traverso, una via di mezzo tra la bolina larga e il lasco, in cui il vento sembra che arrivi perpendicolarmente rispetto allo scafo.

Ad ogni andatura corrisponde una diversa regolazione delle vele ed un diverso comportamento della barca. Di norma, più ci si allontana dall’angolo morto e più bisogna poggiare e lascare le vele. Viceversa, più ci si avvicina all’angolo morto e più bisogna orzare e cazzare le vele.

La regolazione precisa delle vele è un argomento piuttosto denso e di non facile spiegazione in tal luogo. Sia nel mondo della deriva che nel mondo del cabinato entrerebbero in gioco tanti altri fattori da regolare oltre alle due vele principali, randa e fiocco.

Si può dire però che dalla bolina al lasco le vele vanno sempre tenute lascate fino al limite oltre il quale pungerebbero. Quando la vela “punge” vuol dire che riceve il vento dalla sua parte sottovento e si gonfia al contrario sul bordo di inferitura: ciò significa che si sta perdendo portanza. La regola è quella di evitare di navigare con le vele troppo cazzate, e cazzarle quando sono troppo lasche da perdere portanza.

Dal lasco alla poppa, invece, le vele vanno lascate il più possibile, dato che si vuole offrire la massima superficie al vento affinché la barca ne venga spinta. Proprio per tal motivo, in questo tipo di andature si utilizzano anche altre vele oltre a randa e fiocco: gennaker e/o spinnaker.

 

 

 

 

 

 

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