Acquistare una barca non è una robetta da nulla, specialmente se si parla di dieci e più metri. Non ne parliamo poi se anziché per la vela si opta per il motore. Il leasing, da qualche anno a questa parte non solo è divenuto uno strumento che determina un terno del fatturato del settore nautico, ma è stato anche promosso dal governo per agevolare le imprese che in qualche modo con questa forma di agevolazione lavorano.
Vediamo in cosa consiste. Per una definizione “da manuale”: “La locazione finanziaria (o leasing) è un contratto tra una società di leasing (c.d. Concedente) e un cliente (c.d. Utilizzatore) in forza del quale la Concedente da in uso all’Utilizzatore un bene acquistato dalla Concedente stessa sulla base delle indicazioni dell’Utilizzatore. In cambio, l’Utilizzatore deve pagare dei canoni di leasing periodici, ed ha la possibilità di divenire proprietario del bene esercitando l’opzione di riscatto prevista contrattualmente.”

Lo Spinnaker era in origine una vela studiata per le regate ed il suo modo d’impiego rimane legato alla sua primordiale vocazione. Vela aristocratica, essa non si affida a manovre accessorie e non sopporta d’aspettare, tanto che deve essere issata subito pena la ribellione della “caramella”.



Coltivare piante e germogli a bordo può costituire una piacevole, economica e salutare soluzione navigando per lunghi tratti. I semi germogliati costituiscono un’ottima fonte di enzimi, oligoelementi ed aminoacidi essenziali e soprattutto di vitamine e sali minerali sempre preziosi in barca, particolarmente quando fa caldo e si suda molto.