
Skycut ’86 è il nuovo progetto firmato dallo studio di progettazione Virgolini & Musci Design nato nel 2005 dall’esperienza dei suoi due soci nel campo della nautica, dell’industrial design e dell’architettura.
L’anemometro è uno strumento utilizzato per misurare la velocità o la pressione del vento. Ne
L’amantiglio nelle imbarcazioni a vela, è una manovra corrente fissata tra la testa d’albero e
Col termine acque territoriali o mare territoriale si considera in diritto internazionale quella porzione di
Nella nautica, l’ancora è un oggetto pesante utilizzato per trattenere un’imbarcazione in un punto specifico
L’alaggio indica la messa in acqua o in secco dell’imbarcazione. L’alaggio può avvenire tramite sollevamento
E’ ufficiale, nel 2011 l’Italia si conferma in cima alla lista per quanto riguarda il
La poppa è la parte posteriore di un’imbarcazione, ovvero quella parte situata all’estremità opposta della

Skycut ’86 è il nuovo progetto firmato dallo studio di progettazione Virgolini & Musci Design nato nel 2005 dall’esperienza dei suoi due soci nel campo della nautica, dell’industrial design e dell’architettura.

Gekko è un’imbarcazione pensata per navigare con facilità e con equipaggio ridotto, nata dalla collaborazione tra Vismara Marine e lo studio di design d’interni CoBeDesign di Corrado Bevacqua di Montecarlo.
Il nuovo Elliott 6 metri è l’unica barca in classe unica che potrebbe partecipare alle prossime Olimpiadi di Londra 2012. La barca è disegnata dal progettista Greg Elliott viene prodotta in Cina da Mc Conaghy Boats che già produce su licenza i Melges 20. Se la commisione ISAF riterrà la barca idonea per la partecipazione in classe Olimpica potremo vederla partecipare alle regate di match race femminili al posto degli Yngling.
Il comitato ha definito le novità per il prossimo appuntamento a cinque cerchi in ambito velico confermando anche la presenza del 470 F che, come da tradizione, sarà ancora classe olimpica.

Compiere un secolo di vita è un traguardo invidiabile anche per l’essere più in salute del mondo. Se poi questo traguardo è raggiunto da una barca a vela la cosa fa certamente molto scalpore. Il Tuiga, un 15 metri stazza internazionale, fu varato nel 1909 su progetto di William Fife, e quest’anno compie 101 anni di vita.
La barca venne commissionatoa dal duca di Medinaceli, grande amico del re di Spagna Alfonso XII, il quale a sua volta era armatore di Hispania. Tra le due personalità dell’aristocrazia mondiale, oltre che ad una lunga amicizia, correva anche un sano spirito agonistico e il Tuiga fu commissionato proprio per battere la barca del sovrano spagnolo che al tempo era considerata imbattibile.

Si dice che l’adrenalina che si scatena dopo una forte emozione sia benefica per il corpo e per la mente, ma nella realtà non è poi così facile provare tale sensazioni di natura biochimica. La velocità per molti è una droga per altri solo una prova stupida ed inutile, sta di fatto che nel nostro paese si producono fuori serie da oltre 300 km/h e molti appassionati di motore si recano persino in pista per lanciare il loro mezzo nel rispetto dei limiti di velocità imposti per legge.
La sensazione della velocità però dipende dal mezzo con raggiungiamo il livello ricercato ed anche al mezzo in cui agisce il binomio uomo-macchia. Per un pilota di jet superare i 2000 km orari non è poi così difficile, ma le sensazione della velocità non corrisponde a quella che lo stesso pilota proverebbe se fosse a bordo di una auto-jet che tenta di battere i record di velocità su terra, mentre sfreccia a poco più di 1100 km/h sul classico lago salato.
Forse non tutti sanno che il significato dell’acronimo di RADAR, che abbrevia le parole in inglese per : “radio detection and ranging” e cioè un sistema di rilevamento degli ostacoli tramite onde elettromagnetiche.
Tra i primi scopritori delle onde radio e del principio della loro riflessione sugli oggetti fu nel 1886 il fisico tedesco Rudolf Hertz. Tuttavia il primo a concepire l’idea di poterle utilizzare per stabilire posizione e velocità di un oggetto in movimento fu l’ingegnere di origine serba , ma naturalizzato negli USA, Nikola Testa.