LightPower, da Solbian i moduli fotovoltaici flessibili

SoldiniFino a una manciata di anni fa era solo un sogno quello dei pannelli fotovoltaici flessibili. Vado a memoria, ma mi ricordo che la ST Microelectronics stava lavorando ad un progetto simile, in Francia, ma giusto come primo approccio a questa tecnologia.

Trovarseli già sul mercato, oggi, è proprio una bella soddisfazione. Li commercializza la Solbian, e oltre ad essere dotati di una tecnologia avanzata, sono anche a buon prezzo. Il prezzo che un acquirente riesce a spuntare contattando direttamente la Solbian – dal loro sito internet – è infatti di 10 Euro x Wp (watt di picco), quindi le due versioni proposte verrebbero a costare 370 Euro – versione da 37 Wp – oppure 740 Euro – versione da 74 Wp.

Lampade a led, quando la parola d’ordine è: risparmio!

barca-lampade-ledL’illuminazione artificiale è una delle voci che incide maggiormente sulla disponibilità energetica di una barca. Le lampade a incandescenza, o alogene, sono un’esauribile fonte di calore, oltre che di fotoni, per cui non sono certo al passo coi tempi. Tempi di crisi, di risparmio non solo energetico ma anche monetario.

Vediamo quanto si può risparmiare installando al posto delle vecchie lampade, quelle che fino a poco tempo fa erano appannaggio di superappassionati di elettronica che si divertivano a stupire gli amici con i led jumbo – costosissimi e ingombranti – tempi troppo prematuri per pensare a qualche applicazone seria. Parlo delle lampade a led – se non si era capito – piccoli semiconduttori capaci di emettere una luce bianchissima e straordinariamente potente con poca energia.

Schenker, acqua dolce acqua a batteria

schema-dissalatore-schenkerQuanti hanno una barca, piccola o grande che sia, sanno quanto è importante una riserva di acqua dolce a bordo. Oltre al fabbisogno organico, anche un pò di igiene personale – ogni tanto – male non fa.

Specialmente se si imbarcano amici o parenti, che non sanno cosa vuol dire risparmiare a bordo, diventa quasi impossibile resistere per tutta la durata della navigazione. Le soluzioni sono due, anzi tre: o riempirsi di acqua fino all’impossibile, con recipienti aggiuntivi che non compromettano però la sicurezza a bordo, o costringere gli ospiti ad una razionalizzazione forzata chiudendo i rubinetti a loro insaputa. La terza, mano ovvia specialmente per piccole imbarcazioni, prevede l’installazione di un dissalatore.

Lansman, una pompa svedese “naturale”

Drainman from Länsman on Vimeo.

Altra novità svedese che voglio presentare oggi è una pompa di sentina che funziona senza corrente elettrica. Anche in questo caso, si tratta di un’invenzione – in questo caso molto più tecnica – che permette l’aspirazione dei liquami senza l’ausilio di generatori di corrente, ma basandosi sul moto ondoso e dall’azione del vento.

Vediamo di cosa si tratta. Drainman – questo è il suo nome, anche se da una svedese ci si sarebbe aspettato un altro “genere” di nome – è una pompa che viene azionata dalla tensione della cima di ormeggio quando la barca si muove sulle onde, a causa del vento o del mare. In sostanza, la pompa si fissa solidarmente alla cima di ormeggio e ad un punto dello scafo, in modo da avere “il mare in mezzo”. Il moto ondoso faraà ora tendere ora rilasciare il cavo, provocando una forza che viarierà in modo direttamente proporzionale alle onde.

Lagun, un tavolo portatile per il pozzetto

cena-in-pozzettoDa un’idea semplice nascono le grandi invenzioni. In effetti è un’espressione un pò esagerata, ma chi ci aveva pensato sinora? Faccio fatica a ricordarne qualcuno. L’accessorio indispensabile, stavolta, è un tavolo per il pozzetto che risolve tutti i momenti di convivio castrati dalla mancanza di un piano di appoggio.

Si chiama Lagun, viene nientemeno che dalla Svezia, ed è semplice quanto geniale. In sostanza, un tavolo a profilo ottagonale, bordato da un listello di legno per evitare che un leggera inclinazione faccia scivolare qualsiasi cosa –  e munito di un supporto in alluminio che gli permette di essere sistemato praticamente ovunque.

Pronto soccorso a bordo, cosa serve oltre la cassetta

 

Cassetta pronto soccordo

Quando si naviga capita spesso che si possa incorrere in un piccolo infortunio. Le barche a vela per loro natura sono molto instabili e piene d’insidie dovute alla presenza di manufatti in acciaio che possono provocare traumi o ferite. 

Come è noto, già da alcuni anni le imbarcazioni e le navi da diporto abilitate alla navigazione senza alcun limite, hanno l’obbligo di tenere a bordo materiale sanitario ai sensi del decreto del ministro della Sanità  del 25/5/1988 n. 279.

FinDelta, la vela che stabilizza

Nonostante il mare sia quanto di meno stabile possa esistere in grosse quantità sul globo – esclusa la nitroglicerina e le donne, ovviamente – in barca, paradossalmente si ha di un bisogno praticamente costante di stabilità. Durante la navigazione, o all’ancora, è un bisogno quasi spasmodico.

Se durante la navigazione la stabilità è funzione di tante variabili, tra cui vento e bravura dello skipper, all’ancora esiste solo il vento e il moto ondoso delle acque a rompere le uova nel paniere, come si suole dire.

Precedenza, in mare è diverso

Chi si accinge ad acquistare o a manovrare in qualche modo una piccola imbarcazione, specialmente a motore, spesso sconosce le regole di precedenza che in mare sono abbastanza diverse rispetto che in strada, sulla terraferma.

Per prevenire gli abbordi in mare sono da fissare alcuni concetti di base, abbastanza semplici. Prima di tutto dobbiamo sapere che le barche che navigano a vela hanno la precedenza su quelle che navigano a motore. Non basta infatti che la barca abbia fisicamente le vele per avere la precedenza in ogni caso – può sembrare ovvio, ma non per tutti – ma deve navigare con le vele al vento.

Come vestirsi su una deriva: il minimo indispensabile – parte 2

deriva-abbigliamentoProseguiamo con questa piccola rassegna sul vestiario che è sempre meglio adottare quando si va su una deriva, e in generale quando si fa vela, sia per imparare che per passione o per sport. Le parti più esposte, abbiamo detto, sono le mani, i piedi e la testa. Vediamo come proteggerli.

Le mani vanno protette dai guanti, ovvio. Per diversi motivi, già meno ovvio. Se il cordame è di piccolo diametro – specialmente coi materiali sintetici – avere mani scivolose vuol dire perdersi le cime, ma anche trovarsi con i palmi delle mani ustionati nel peggiore dei casi. Tutte le manovre sono eseguite con le mani, per cui il grip deve essere sempre al massimo, specialmente in caso id vento forte, dove le tensioni aumentano e, se ci pensate bene, tutta la forza della natura è in sottile equilibrio con la vostra tramite i punti di contatto che sono proprio le mani.

Zattera di salvataggio: meglio noleggiarla

zattera-salvataggioUna notizia che farà la felicità di quanti, lupi di mare per una notte… ehm, per un mese o al massimo un paio di mesi l’anno, con le nuove norme sulla sicurezza debbono avere a bordo la zattera di salvataggio se navigano entro le 12 miglia nautiche – il decreto è quello del 2 marzo 2009.

Il gruppo Baldassarri, distributore tra l’altro di Callegari, ha pensato di favorire coloro che utilizzano la barca solo per un determinato periodo, per cui il costo della zattera di salvataggio non è economicamente sostenibile. Ma non si tratta solo del costo vivo per l’acquisto della zattera, quanto per le spese di revisione della stessa, che ogni due anni è obbligatorio sostenere – la prima in verità dopo 36 mesi, le successive ogni 24 – altrimenti è lo stesso di non averla, con tutte le conseguenze del caso.

Salpa àncora, verticale è meglio

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Un tempo, quando le navi non disponevano di argani elettrici o mossi da sistemi idraulici, salpare l’àncora era un’operazione complessa, faticosa ed alle volte rischiosa.  Venivano utilizzati non meno di una dozzina di uomini che spingevano a braccia un argano sul quale veniva avvolta una grossa gomena od una pesante catena, secondo del tipo di nave o veliero.

Se l’operazione non era perfettamente coordinata il rischio era quello di perdere la presa con la conseguente discesa libera della gomena che poteva causare danni allo scafo ed all’equipaggio.

La TV via satellite in barca, con Intellian i2

intellian-i2La TV satellitare in barca, specialmente per le piccole imbarcazioni, può essere uno di quegli optional che magari sanno di superfluo. Non è della stessa opinione Intellian, leader mondiale nelle antenne satellitari marine, che ha presentato al Salone di Genova un’antenna progettata tenendo conto delle esigenze delle barche di lunghezza minore di 25 piedi.

Intellian i2 è un’antenna satellitare compatibile con la maggior parte dei canali di broadcasting internazionali, e assicura la tenuta del segnale anche in condizioni di mare agitato. In effetti, la principale differenza delle antenne sat per uso nautico rispetto a quelle ad uso terrestre, è la capacità dell’antenna di rimanere posizonata sullo stesso satellite in condizioni di movimento. Intellian i2 promette di mantenere l’inclinazione giusta per un range di 60° al secondo, con un’elevazione massima compresa tra 10° e 80°.

Gettare l’ancora sì, ma quale?

Ancora Ammiragliato

Tutti i  navigatori o marinai , sin dall’antichità, hanno potuto sperimentare le difficoltà che s’incontrano quando si deve ancorare la propria nave o imbarcazione.

La scelta del tipo di ancora ideale, per una sosta sicura, non è mai stata una cosa semplice, dato che la maggior parte delle volte  non è conosciuto il tipo di fondale che c’è sotto la nostra chiglia.

Genport PEFMC, la pila a idrogeno quando serve

genport-PEMFCGenport è una società che si occupa di energie alternative, nata dalla volontà di un gruppo di ricercatori del Politecnico di Milano di immettere sul mercato sistemi funzionali, affidabili, e soprattutto tecnologicamente avanzati. In un panorama mondiale dominato quasi esclusivamente da multinazionali internazionali, una realtà tutta italiana che opera in tale ambito è sicuramente un’impresa lodevole.

C’è da dire anche che le pila a combustibile hanno superato ormai la fase id prototipo industriale, per cui si rivelano già una tecnologia matura, che aspetta solo di fare grandi numeri per abbassare sensibilmente il costo. L’approvviggionamento di idrogeno, che NON è una fonte di energia come il petrolio o il metano ma solo un vettore di essa, potrebbe essere un pò problematico, ma le stesse aziende produttrici di pile – così come Genport – sono le stesse fornitrici del gas.