Astondoa 42 Fly, la movida del Mar

Astondoa 42 fly

Il marchio spagnolo Astondoa non è  molto conosciuto in Italia, anche se costruisce barche molto belle a livello dei nostri cantieri top. Le qualita costruttive, il design e le linee di carena di questo brand fanno sì che venga molto apprezzato nel contesto europeo, mentre nel mercato peninsulare trova qualche difficoltà di penetrazione.

Certo è difficile competere con marchi storici come Riva, Azimut, Franchini, Aprea, solo per citarne alcuni, che la fanno da padroni ormai da perecchi lustri in tutto il globo. 

Rimborsi per traghetti in ritardo, così come gli aerei

viaggio-traghettoNon è una notizia freschissima – risale ad aprile di quest’anno – ma una lettura di una rivista che si occupa di nautica mi ha messo la pulce nell’orecchio, e me la sono andata a cercare.

Un parlamentare europeo francese, Michel Teychenne – PSE, Parti socialiste européen o Partito del Socialismo Europeo – ha presentato una proposta per equiparare i diritti dei naviganti via mare a quelli degli aerei, che già godono della Carta dei diritti Internazionale del viaggiatore. Il Parlamento si è pronunciato in merito a tale proposta, attuando modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa che tutela i consumatori.

LightPower, da Solbian i moduli fotovoltaici flessibili

SoldiniFino a una manciata di anni fa era solo un sogno quello dei pannelli fotovoltaici flessibili. Vado a memoria, ma mi ricordo che la ST Microelectronics stava lavorando ad un progetto simile, in Francia, ma giusto come primo approccio a questa tecnologia.

Trovarseli già sul mercato, oggi, è proprio una bella soddisfazione. Li commercializza la Solbian, e oltre ad essere dotati di una tecnologia avanzata, sono anche a buon prezzo. Il prezzo che un acquirente riesce a spuntare contattando direttamente la Solbian – dal loro sito internet – è infatti di 10 Euro x Wp (watt di picco), quindi le due versioni proposte verrebbero a costare 370 Euro – versione da 37 Wp – oppure 740 Euro – versione da 74 Wp.

Aquagen, energia dall’acqua (o dall’aria)

aquagenIn ambito di generatori a bassa tensione, gli ultimi anni sono stati davvero interessanti per la gran quantità di prodotti che sono usciti dalla fase di prototipo per entrare nel mercato. Per le barche a vela, oggi, esistono diverse soluzioni, tutte improntate al risparmio energetico,e soprattutto allo sfruttamento delle fonti rinnovabili. La vela, poi, è sempre stata una “dimensione rinnovabile” da sempre, per questo le novità che vengono presentate per questo settore ottengono, a mio avviso, la più idonea collocazione.

Navigando – per il momento in rete – mi sono imbattuto su un oggetto interessante. Si tratta di un generatore di corrente elettrica a bassa tensione interessante per la sua versatilità: Aquagen può essere infatti mosso sia dall’acqua, che dal vento. I realtà Aquagen è la versione “marina” di Aerogen, un generatore eolico che va sopracoperta, e che è accomunato al fratello “marino” dallo stesso gruppo generatore. La conversione di Acquagen in Aerogen avviene in pochi minuti, e se si preferisce sfruttare entrambe le fonti energetiche la LVW – la ditta inglese che lo produce – vende il kit scontato.

I cantieri Colombo ampliano la gamma Bellagio

colombo-bellagio-36I cantieri di Giacomo Colombo S.p.A. hanno in progetto il varo del secondo dei motoscafi sportivi della linea Bellagio – che oltre ad essere un famoso casimò di Las Vegas è anche un comun del comasco – un 36 piedi che tende a confermare la linea esclusiva che il suo predecessore aveva già annunciato.

L’imbarcazione intende enfatizzare, attraverso stilemi attuali, i valori di qualità ed esclusività tipici del marchio Colombo. Il design è stato curato dallo studio di progettazione Nuvolari-Lenard, apprezzato in ambito internazionale – tra le loro collaborazioni, una per un mega-yacht di 80 metri costruito in Olanda con Oceanco – che ha saputo dare allo coperta un design contemporaneo, mentre la carena è stata disegnata dallo studio d’architettura navale Victory Design di Brunello Acampora.

Lampade a led, quando la parola d’ordine è: risparmio!

barca-lampade-ledL’illuminazione artificiale è una delle voci che incide maggiormente sulla disponibilità energetica di una barca. Le lampade a incandescenza, o alogene, sono un’esauribile fonte di calore, oltre che di fotoni, per cui non sono certo al passo coi tempi. Tempi di crisi, di risparmio non solo energetico ma anche monetario.

Vediamo quanto si può risparmiare installando al posto delle vecchie lampade, quelle che fino a poco tempo fa erano appannaggio di superappassionati di elettronica che si divertivano a stupire gli amici con i led jumbo – costosissimi e ingombranti – tempi troppo prematuri per pensare a qualche applicazone seria. Parlo delle lampade a led – se non si era capito – piccoli semiconduttori capaci di emettere una luce bianchissima e straordinariamente potente con poca energia.

Mare di Bretagna – seconda parte

Bretagna mappa

Alle 04.45 del 16 agosto salpiamo dalla rada di Bananec per rotta 265° con vento proveniente da SW. Dopo un pilotaggio di circa un’ora, tra le varie isolette dell’arcipelago, sfruttando gli allineamenti offerti dal faro dell’isola di Fort Cicogne e dalle boe luminose di segnalamento, usciamo in mare aperto.

Proseguiamo per circa 7 ore sempre in direzione W, con vento al traverso di 15 nodi e mare poco mosso. Alle 13 e 10  in posizione 47° 32 N e 04° 33 W, il vento cambia direzione e gira decisamente ad Ovest. Ho iniziato il mio turno di barra da circa un’ora e vista la situazione del vento, decido di virare per rotta 180° al fine di verificare quale angolo di bolina riesco a stringere e che velocità posso tenere con queste mura.

Schenker, acqua dolce acqua a batteria

schema-dissalatore-schenkerQuanti hanno una barca, piccola o grande che sia, sanno quanto è importante una riserva di acqua dolce a bordo. Oltre al fabbisogno organico, anche un pò di igiene personale – ogni tanto – male non fa.

Specialmente se si imbarcano amici o parenti, che non sanno cosa vuol dire risparmiare a bordo, diventa quasi impossibile resistere per tutta la durata della navigazione. Le soluzioni sono due, anzi tre: o riempirsi di acqua fino all’impossibile, con recipienti aggiuntivi che non compromettano però la sicurezza a bordo, o costringere gli ospiti ad una razionalizzazione forzata chiudendo i rubinetti a loro insaputa. La terza, mano ovvia specialmente per piccole imbarcazioni, prevede l’installazione di un dissalatore.

Rimar 41.3, la lunga rotta

Rimar 41

Nella marca romagnola sanno bene come si costruiscono le barca. Forlì è da molti decenni la capitale indiscussa della cantieristica da diporto nel settore delle imbarcazioni a vela. Il cantiere Rimar, di Renzo Sartini, è una piccola factory che produce soprattutto guardando alla qualità, ai dettagli ed alle esigenze del cliente/armatore.

Dal cantiere escono in media poco più di dieci scafi all’anno, ed è proprio grazie all’impegno personale della proprietà nella fase produttiva, che la cura dei particolari viene tenuta in debito conto, visto che quasi sempre s’instaura un rapporto diretto e personale tra l’azienda e l’armatore.

Mare di Bretagna – parte prima

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Erano quasi tre anni che non navigavo nel mare di Bretagna ed il 14 agosto del 2004 un cielo grigio e plumbeo mi dava, come di rito, il benvenuto a Concarneau.

Il paese non era molto cambiato dall’ultima volta che vi avevo messo piede: qualche ritocco alla piazza, una mano di vernice ai pontili, ed un nuovo parcheggio, tutto qui.

Atlante 28 Mallard, la vecchia signora naviga ancora

Altlante
Ci sono barche che negli anni passati sono state delle vere e proprie icone per i velisti di tutto il mondo. I loro proprietari ne andavano orgogliosi ed ostentavano il loro guscio ad ogni occasione. La diffusione di massa della nautica da diporto, verso la metà degli anni settanta, ha spinto i cantieri a seguire più le mode ed il marketing, che la passione dei velisti per la vela.

Molti proprietari di “ferri da stiro”, soprattutto in Italia,  sono passati dal motoscafo alla vela condizionando i progettisti a disegnare gli scafi per i “neo velisti” con le comodità e gli stessi gadget, che per decenni erano stati appannaggio quasi esclusivo delle barche a motore.

Lansman, una pompa svedese “naturale”

Drainman from Länsman on Vimeo.

Altra novità svedese che voglio presentare oggi è una pompa di sentina che funziona senza corrente elettrica. Anche in questo caso, si tratta di un’invenzione – in questo caso molto più tecnica – che permette l’aspirazione dei liquami senza l’ausilio di generatori di corrente, ma basandosi sul moto ondoso e dall’azione del vento.

Vediamo di cosa si tratta. Drainman – questo è il suo nome, anche se da una svedese ci si sarebbe aspettato un altro “genere” di nome – è una pompa che viene azionata dalla tensione della cima di ormeggio quando la barca si muove sulle onde, a causa del vento o del mare. In sostanza, la pompa si fissa solidarmente alla cima di ormeggio e ad un punto dello scafo, in modo da avere “il mare in mezzo”. Il moto ondoso faraà ora tendere ora rilasciare il cavo, provocando una forza che viarierà in modo direttamente proporzionale alle onde.

Lagun, un tavolo portatile per il pozzetto

cena-in-pozzettoDa un’idea semplice nascono le grandi invenzioni. In effetti è un’espressione un pò esagerata, ma chi ci aveva pensato sinora? Faccio fatica a ricordarne qualcuno. L’accessorio indispensabile, stavolta, è un tavolo per il pozzetto che risolve tutti i momenti di convivio castrati dalla mancanza di un piano di appoggio.

Si chiama Lagun, viene nientemeno che dalla Svezia, ed è semplice quanto geniale. In sostanza, un tavolo a profilo ottagonale, bordato da un listello di legno per evitare che un leggera inclinazione faccia scivolare qualsiasi cosa –  e munito di un supporto in alluminio che gli permette di essere sistemato praticamente ovunque.

Pronto soccorso a bordo, cosa serve oltre la cassetta

 

Cassetta pronto soccordo

Quando si naviga capita spesso che si possa incorrere in un piccolo infortunio. Le barche a vela per loro natura sono molto instabili e piene d’insidie dovute alla presenza di manufatti in acciaio che possono provocare traumi o ferite. 

Come è noto, già da alcuni anni le imbarcazioni e le navi da diporto abilitate alla navigazione senza alcun limite, hanno l’obbligo di tenere a bordo materiale sanitario ai sensi del decreto del ministro della Sanità  del 25/5/1988 n. 279.