Hallberg Rassy 310, i natanti si fanno largo

HR310 Neustadt

Negli ultimi decenni i cantieri hanno quasi smesso di costruire barche al di sotto dei dieci metri, quasi come se il velista medio fosse disposto a comprarsi solo scafi di classe superiore. Nel mondo dei cosiddetti natanti senza patente, per legge italiana, solo i cantieri francesi hanno sempre investito e prodotto barche di qualità.

La tradizione transalpina delle barche piccole resta immutata, forse grazie al fatto che in terra di Bretagna si corrono regate come: la Solitarie du Figarò, la Minitransat, eec., per cui molti velisti iniziano a farsi esperienza su scafi mignon.

FinDelta, la vela che stabilizza

Nonostante il mare sia quanto di meno stabile possa esistere in grosse quantità sul globo – esclusa la nitroglicerina e le donne, ovviamente – in barca, paradossalmente si ha di un bisogno praticamente costante di stabilità. Durante la navigazione, o all’ancora, è un bisogno quasi spasmodico.

Se durante la navigazione la stabilità è funzione di tante variabili, tra cui vento e bravura dello skipper, all’ancora esiste solo il vento e il moto ondoso delle acque a rompere le uova nel paniere, come si suole dire.

Baia One 43, design e lusso corrono veloci

Baia one 43

Si sà, la Campania è una regione dalle mille risorse e dalle mille sfaccettature, dove spiccano però delle eccellenze di tutto rispetto, quasi a ricordarci che sotto il Vesuvio c’è sempre qualcuno, che grazie alle proprie capacità, riesce ad emergere dall’anonimato omologante.

I cantieri di Baia, che prendono il nome dalla omonima città , rappresentano certamente una testimonianza della capacità e della creatività tipicamente partenopea.

Precedenza, in mare è diverso

Chi si accinge ad acquistare o a manovrare in qualche modo una piccola imbarcazione, specialmente a motore, spesso sconosce le regole di precedenza che in mare sono abbastanza diverse rispetto che in strada, sulla terraferma.

Per prevenire gli abbordi in mare sono da fissare alcuni concetti di base, abbastanza semplici. Prima di tutto dobbiamo sapere che le barche che navigano a vela hanno la precedenza su quelle che navigano a motore. Non basta infatti che la barca abbia fisicamente le vele per avere la precedenza in ogni caso – può sembrare ovvio, ma non per tutti – ma deve navigare con le vele al vento.

Banque Populaire V, codice rosso per il via alla sfida la Jules Verne

Banque Populaire V

Il team francese di Banque Populaire V, capitanato dallo skipper Pascal Bidégorry, è pronto a lanciare la sfida al trofeo Jules Verne che premia l’equipaggio che stabilirà il nuovo record di percorrenza del giro del Mondo in meno tempo.

Da venerdì scorso quando il maxi trimarano ha lasciato la base di Lorient, in Bretagna, per dirigersi nella baia di Brest, siamo in attesa del via a questa nuova ed emozionante gara.

Come vestirsi su una deriva: il minimo indispensabile – parte 2

deriva-abbigliamentoProseguiamo con questa piccola rassegna sul vestiario che è sempre meglio adottare quando si va su una deriva, e in generale quando si fa vela, sia per imparare che per passione o per sport. Le parti più esposte, abbiamo detto, sono le mani, i piedi e la testa. Vediamo come proteggerli.

Le mani vanno protette dai guanti, ovvio. Per diversi motivi, già meno ovvio. Se il cordame è di piccolo diametro – specialmente coi materiali sintetici – avere mani scivolose vuol dire perdersi le cime, ma anche trovarsi con i palmi delle mani ustionati nel peggiore dei casi. Tutte le manovre sono eseguite con le mani, per cui il grip deve essere sempre al massimo, specialmente in caso id vento forte, dove le tensioni aumentano e, se ci pensate bene, tutta la forza della natura è in sottile equilibrio con la vostra tramite i punti di contatto che sono proprio le mani.

Chiglia basculante, Cariboni è meglio

Chiglia basculnate 2

Nel mondo delle competizioni sportive la ricerca di prestazioni è da sempre alla base dell’impegno tecnico e progettuale. Nella vela dove la differenza, tra barche della stessa stazza, è data dalle scelte progettuali, oltre alla preparazione ed alla capacità dell’equipaggio, l’evoluzione dei materiale e degli studi idrodinamici sono certamente fondamentali.

Oggi le barche da regata, sia quelle per competizioni in circuito che quelle per sfide d’altura, sono progettate tenendo conto del fattore di resistenza idrodinamica che influenza le prestazioni velocistiche. Tra i progettisti vi è la tendenza a disegnare scafi con minore superficie bagnata possibile, mentre la componente di sbandamento viene compensata da lunghe pinne di deriva con bulbi dal profilo a siluro.

Come vestirsi su una deriva: il minimo indispensabile – parte 1

M24 European 2009L’abbigliamento giusto non è cosa da poco, in ogni occasione, specialmente in mare. I lupi di mare sorrideranno, anche perché questo uno di quei casi – rari – in cui l’abito non fa di certo il monaco. Ma chi si accinge a praticare vela e non lo fa con criterio – il che prevede, appunto, alcune attenzioni in ambito di vestiario – rischia di stancarsi troppo presto, o peggio farsi male.

Se è vero che la maggior parte del calore corporeo viene disperso dalla testa, e da mani e piedi, è anche vero che se li raffreddiamo saremo soggetti ad un abbassamento repentino della temperatura. Non dobbiamo pensare per forza alla temperatura esterna, ma anche a quella dell’acqua, e ai casi di vento più o meno pronunciato, che accelerano i fenomeni di raffreddamento.

Zattera di salvataggio: meglio noleggiarla

zattera-salvataggioUna notizia che farà la felicità di quanti, lupi di mare per una notte… ehm, per un mese o al massimo un paio di mesi l’anno, con le nuove norme sulla sicurezza debbono avere a bordo la zattera di salvataggio se navigano entro le 12 miglia nautiche – il decreto è quello del 2 marzo 2009.

Il gruppo Baldassarri, distributore tra l’altro di Callegari, ha pensato di favorire coloro che utilizzano la barca solo per un determinato periodo, per cui il costo della zattera di salvataggio non è economicamente sostenibile. Ma non si tratta solo del costo vivo per l’acquisto della zattera, quanto per le spese di revisione della stessa, che ogni due anni è obbligatorio sostenere – la prima in verità dopo 36 mesi, le successive ogni 24 – altrimenti è lo stesso di non averla, con tutte le conseguenze del caso.

A Natale, tutti pazzi per la briscola… sott’acqua!

E’ proprio vero che gli sport acquatici non hanno confini. In un periodo come quello invernale, dove la tendenza comune è quella di rimanere a casa, al caldo, riunendosi con amici e parenti a mangiucchiare e a giochicchiare e a chiaccherare, proprio in questo periodo, ecco che vengono fuori le proposte più insolite.

Come un torneo di briscola in 4, gioco praticato tutto l’anno ma molto di più in questo periodo natalizio, che per gli appassionati di sub assume una dimensione diversa, più… fluida. Il torneo si disputerà infatti sott’acqua, il 20 dicembre 2009 nella piscina di Levico a cura dell’Associazione Trentina Attività Subacquee, e non è neanche una novità, visto che già da una decina di anni è stata giocata una partita con l’Associazione Sub Valsugana.

L’America’s Cup naviga verso Valencia

bmw_oracle_trimaranoSembra che quest’anno la Coppa America, quest’anno, non sappia ancora dove approdare. Il trofeo più ambito – e più antico – in ambito di vela ha avuto recenti controversie per la scelta della località dove sarà disputato nella sua 33/a edizione.

Ma cos’ha portato la Coppa America nelle aule di un tribunale di New York? Per capirlo dobbiamo tenere presente due vicende: il prima, è una sentenza del giudice Giudice Cahn, che nella sentenza della Suprema Corte di New York del 12 Maggio 2008, aveva stabilito “che la sede dell’evento sarebbe potuta essere Valencia o qualsiasi altra località scelta da SNG”. SNG sta per Société Nautique de Genève, ovvero il circolo nautico a cui fa capo Alinghi con il suo Defender. Siamo a Maggio del 2008.

Atlantis 35, la piccola dal grande spazio

Atlantis 35
A vedere il cantiere, immerso nel verde delle colline piacentine, nessuno potrebbe mai pensare che lì si possono produrre scafi e barche di pregio. La zona di Gropparello – comune dove c’è la sede – non ha certo vocazione di cantieristica navale, ma piuttosto di produzione vitivinicola od artigianale.

Nella realtà il marchio storico della Gobbi, divenuto negli anni un brand di Azimut con marchio Atlantis, è da decenni che opera e produce motoscafi nella provincia di Piacenza, con risultati di tutto rispetto e  scafi esportati in tutto il mondo.

Salpa àncora, verticale è meglio

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Un tempo, quando le navi non disponevano di argani elettrici o mossi da sistemi idraulici, salpare l’àncora era un’operazione complessa, faticosa ed alle volte rischiosa.  Venivano utilizzati non meno di una dozzina di uomini che spingevano a braccia un argano sul quale veniva avvolta una grossa gomena od una pesante catena, secondo del tipo di nave o veliero.

Se l’operazione non era perfettamente coordinata il rischio era quello di perdere la presa con la conseguente discesa libera della gomena che poteva causare danni allo scafo ed all’equipaggio.

Imago 48, per chi vuole correre con un “Mago”

Imago 48

L’Imago 48 è la seconda barca prodotta dal cantiere di Giolmarine dopo il varo del più piccolo della gamma da 32 piedi. La linea rimane la stessa, visto che la firma del progetto è di Gianfranco De Casa, già noto per aver disegnato altri modelli del brand veneto.

Lo scafo, dalla forma classica ed abbastanza squadrata, è caratterizzato da una coperta molto pulita e sgombra da ogni orpello, tanto da eliminare persino le battagliole ed il tientibene, dove spicca un unico passo d’uomo che serve per illuminare la cabina armatoriale.