Visori notturni, quando la luna non è una “lampadina”


La tecnologia dei visori notturni è stata sviluppata sin dallo scoppio della seconda guerra mondiale, per dare ai soldati degli strumenti per poter vedere anche di notte od in assenza totale di luce. Negli anni la tecnologia ha fatto passi da giganti ed oggi si possono  trovare visori per uso civile anche a prezzi relativamente bassi.

Il fatto di possedere un visore notturno e di utilizzarlo a bordo della vostra barca è certamente un vantaggio, visto che quando si naviga di notte diventa problematico, se non impossibile, individuare ostacoli in mare o distinguere la costa e le altre navi che incrociano la vostra rotta. Il visore notturno, a forma di monoculare o binoculare, è uno strumento che consente di amplificare la poca luce esistente nell’oscurità consentendo una visione nitida degli oggetti che inquadriamo.

Sestante, molto conosciuto poco usato

Un tempo sulle barche dei navigatoti oceanici il sestante veniva gelosamente custodito in una custodia di legno pregiato, nei pressi del tavolo di carteggio pronto per essere usato ogni volta che si voleva conoscere la propria posizione.

Negli anni con l’avvento dei GPS la navigazione astronomica è stata via via abbandonata, condannando i marinai a  rimanere così schiavi della strumentazione elettronica. La cosa assurda è che oggi pochi navigatori sanno utilizzare il sestante e quanto l’energia di bordo svanisce si perde ogni capacità di poter effettuare un punto nave.

Pale delle eliche, verificare lo spessore.

Con questo post cercherò di spiegare, esemplificando al massimo, alcuni metodi per calcolare lo spessore minimo di una pala, ma  che comunque possa fornire una adeguata resistenza alle varie forse in gioco.

Le eliche sono soggette a varie forze dovute in primo luogo ai momenti flettenti generati dai carichi idrodinamici, dalla forza centrifuga e dall’erosione causata dall’acqua di mare.

Acqua, energia “pura”

 

Da molti anni si stanno studiando e mettendo a punto sistemi per la produzione di energia elettrica sulle imbarcazioni a vela. Dopo lo sviluppo dei pannelli solari e quello dei generatori eolici, ora è il momento degli idrogeneratori.

Gli idrogeneratori non sono altro che degli apparati di produzione di energia elettrica, che sfruttano il movimento rotatorio di un’elica immersa nell’acqua, azionano una dinamo che produce elettricità. Il principio sul quale si basano tali sistemi non certamente rivoluzionario, ma la novità è che oggi possono essere integrati sia nell’asse del motore, in modo da ricaricare le batterie di bordo quando questo è spendo, o  installati su dei supporti appositamente concepiti.

Nanotecnologie, la rivoluzione della nautica.

La tecnica costruttiva di molti materiali per uso nautico applicata all’utilizzo della nanoteconolgie si sta diffondendo in molti settori che vanno dal rigging alle vernici antivegetative. Questa scienza che si occupa del controllo della materia a livello molecolare influenzeranno la produzione dei materiali nel prossimo futuro.

In molte aziende, note a livello internazionale, la sperimentazione dell’uso delle nanoparticelle viene fatta da alcuni anni ed i risultati sono per alcuni versi sorprendenti. La neozelandese Southern  Spars, che realizza alberi in carbonio ed attrezzature di coperta, sta mettendo appunto nuovi prodotti che dovrebbero migliorare le prestazioni.

Peltech, il climatizzatore senza “condizionarti”

Da molti anni, anche sulle barche, vengono installati degli impianti di climatizzazione a pompa di calore sfruttando i principio della termodinamica, per cui un gas compresso  rilasciato rapidamente produce un notevole abbassamento della temperatura dell’aria circostante.

Il difetto di questa tipologia di sistemi è quello di produrre un notevole rumore a causa del compressore e del sistema di raffreddamento basato sulla pompa di aspirazione del circuito dell’acqua. La Peltch, azienda di Caloziocorte in provincia di Lecco, ha studiato un termoregolazione che rinfresca l’aria senza  produrre i rumori fastidiosi  del climatizzatore.

Harken, “vorrei possederti sulla mia barca con il Rewind”


Nel settore del rigging l’americana Harken è certamente un’azienda leader del mercato, anche se poi i famosi verricelli vengono prodotti nel nostro paese in una moderna fabbrica in riva alle sponde del Lario. Dopo l’invenzione del winch elettrico, ora viene messo sul mercato il winch elettrico con il rivoluzionario Rewind.

Parafrasando una famosa canzone del mitico Vasco, “possedere” il rewind sulla mia barca sarebbe certamente un vantaggio, visto che la maggior parte del tempo devo navigare da solo. Il sistema Rewind, inventato dalla Harken, è in grado non solo di cazzare una scotta, ma anche di lascarla  senza toglierla dalla campana del verricello.

Efoy 2200, energia dal “grano”


Il metanolo, detto anche alcol meticolo, come tutti sanno si può ricavare anche dalla distillazione di biomasse a base di cereali come il granturco  e grano. In molti casi il metanolo viene usato anche come combustibile per alimentare automobili o per celle combustibili per produrre energia elettrica.

La Webasto, azienda tedesca specializzata nella costruzione di sistemi di riscaldamento per automotive, ha realizzato un nuovo tipo di generatore per la produzione di energia elettrica alimentato a metanolo. Sai tratta del Efoy 2200 che grazie a delle celle a combustibile di metanolo riesce a soddisfare l’esigenze di chi deve ricaricare delle batterie a bordo.

Leak Block, e la falla non c’è più..forse!

Per ogni marinaio la paura peggiore è quelle di “colare a picco” con la propria barca. Una della cause più comuni dell’affondamento degli scafi da diporto è sicuramente il manifestarsi di una falla a bordo.

Il tragico evento può risolversi nei migliori dei modi per le persone imbarcate, ma nel 90 percento dei casi la perdita della barca è certa. Una via d’acqua anche di pochi centimetri, cioè una falla nello scafo sotto la line di galleggiamento, può far affondare la barca in alcuni  minuti.

Murray Products, la sedia da “battaglia”


Gli amanti della pesca d’altura sanno bene quanto è difficile catturare una preda di grosse dimensioni. La forza di un pesce è sorprendente e ci si può impiegare anche diverse ore prima che un grosso tonno od una bella Lampuga, si lascino issare a bordo.

Il combattimento è certo molto faticoso, anche dal punto di vista fisico, e per questo motivo molte barche si dotano di appositi accessori come le sedie da pesca. Infatti la comodità e la pazienza sono due fattori determinanti per una buona pesca.

Cucina a bordo, ora è anche “intelligente”

L’italiani, è noto, sono dei buon gustai e la cucina nazionale è da sempre ricercatissima in tutto il mondo, basta guardare quanti ristornati italiani ci sono all’estero. La cura e l’amore per la buona tavola fa sì che, anche nelle barche dei cantieri italiani, l’attenzione dedicata alla zona pranzo  occupi sempre più spazio sottocoperta.

Se poi saliamo a bordo dei mega yacht allora, l’area cucina sembra quella di un ristorante di rango dove operano dei veri e propri cuochi professionisti. Per questi motivi, ormai da alcuni decenni,  le aziende specializzate in forniture professionali per ristorazione hanno puntato sul settore delle imbarcazioni da diporto, sviluppando appositi modelli che possono essere installati a bordo anche di barche medio piccole.

Airmail 2000, l’email col VHF di bordo

Tra le novità più interessanti nel settore delle trasmissioni digitali in onde corte, vi è certamente quella di poter spedire e ricevere email, nonché bollettini meteo on demand. Con il nuovo programma Airmail 2000 queste tipologie di servizi vengono fornite in abbonamento ed il software può essere scaricato gratuitamente dal sito stesso.

L’applicazione è veramente intuitiva e facile da usare, con indicazioni semplici, per l’installazione  che anche un profano del PC, come il sottoscritto, è riuscito ad impostare. Il software, per giunta, non richiede uno spazio enorme sull’hard disc e gira regolarmente anche con programmi lenti come Windows 98, Win 2000 ed XP

Ormeggio, la paura delle “Briccole”.


Quando si va in barca, sia che essa sia a vela che a motore, si possono incontrare delle situazioni difficili alle quali è bene saper adeguatamente reagire. L’ormeggio tra le Briccole è certamente una delle manovre che causano maggiori grattacapi  ai diportisti, quasi se questo tipo ancoraggio determini una paura congenita  per il solo fatto di doverlo affrontare.

Le briccole non sono altro che dei pali fissati sul fondo del porto ai quali ci si deve assicurare, generalmente con la prua raramente di poppa, per poter ormeggiare. Questo sistema sostituisce i corpi morti in quelle zone dove a causa dell’elevata eutrofizzazione dell’ambiente marino, diventa impossibile sistemare dei corpi morti con le cime, in quanto queste sarebbero attaccate da microrganismi e mitili che ne impedirebbero l’uso correto.