Sun Odyssey 44 i, il fascino della “lunga rotta”

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Nato dalla prestigiosa firma di Philippe Briand e Vittorio Garroni il nuovo 44 piedi della francese Jeanneau, unisce la funzionalità e la capacità di progettare linee di carena innovative, allo stile del design italiano dove primeggia la ricerca del confort.

La coperta è molto pulita con una tuga leggermente pronunciata che si raccorda al ponte in modo armonioso degradando dolcemente verso prua. Il pozzetto dalle dimensioni enormi consente la comoda vivibilità per 8 persone che possono tranquillamente sedersi attorno al tavolo ad ante pieghevoli. Tutte le manovre sono rinviate in pozzetto vicino ai due winch posti nei pressi della timoneria che grazie alla doppia ruota consente una visibilità ottimale allo skipper.

Usare il motore come pompa di sentina

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Le pompe di sentina per la loro funzione devono essere molto potenti cosi da svuotare, in poco tempo, l’acqua che dovesse entrare a bordo a causa di una falla o per colpa di grosse ondate che potrebbero penetrare dal tambuccio o da qualche osteriggio mal funzionante o rotto.

Più la portata della pompa è alta più sarà utile in caso di emergenza. Tuttavia non sempre le pompe riescono a fare il loro dovere, poiché funzionano con le batterie e quando il livello dell’acqua raggiunge gli accumulatori questi potrebbero smettere di erogare energia ai motorini delle pompe.

Da Big Blu a Luxury&Yachts: il paradi$o della nautica

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Barche e Yachts da capogiro: VeronaFiere si modella su misura di Luxury&Yachts per l’ottavo salone internazionale del lusso, inaugurato oggi nel capoluogo vicentino e in svolgimento fino al prossimo 1 marzo. Tra auto di lusso e oggetti inediti curati in ogni dettaglio, elicotteri e chiccherie di ogni tipo, a farla da protagoniste indiscusse, le recenti novità e i più bei modelli immaginabili del contesto nautico. Barche da sogno delle più importanti marche: da Aprea a Linetti, da Atlantis a Riva, da Mas a Sessa Marine fino a Jmarine. Obiettivo dichiarato da parte dell’organizzatore, Luciano Coin, e degli oltre 200 espositori è quello di sfondare il muro delle 100 mila visite: “Proiettori sulle auto e le barche che la faranno da padrone“, annunciano i referenti, favorendo in maniera involontaria un passaggio del testimone da quel che si è visto a Roma nel corso dell’ultima edizione del Big Blu (che abbassa le saracinesche proprio domenica) a quanto si vedrà presso VeronaFiere.

Serbatoio Acque Nere, sempre più obbligatorio averlo a bordo

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Quasi tutte le moderne barche  sono dotate di serbatoi per la raccolta delle acque nere, mentre i proprietari di scafi un po’ datati non sanno nemmeno cosa siano. Purtroppo, dati i continui divieti emanati dalle Capitanerie di Porto, l’utilizzo degli impianti sanitari di bordo diventa sempre più difficile se non si è provvisti di tali serbatoi.

Installare un serbatoio non è cosa semplice soprattutto se la barca non è molto grande, dato che diventa molto difficile trovare una giusta ed efficiente collocazione a bordo. Inoltre il serbatoio dovrebbe essere posto in una posizione tale da non richiedere un tubo di conduttura troppo distante dal locale bagno e dalla presa esterna.

Antenne, dove posizionarle a bordo

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Generalmente le antenne radio possono essere un dipolo a mezz’onda, a onda intera, una ground plane 5/8, 3/4 o 1/4 di lunghezza d’onda. Comunque sia le sue dimensioni devono essere proporzionate alla lunghezza d’onda.  I principi di radiotecnica ci insegnano che data una certa frequenza è possibile calcolare la lunghezza d’onda, con la seguente formula: L=FxV dove F è la frequenza e V è la velocità della luce.

Va da sè che per frequenze abbastanza lunghe l’antenna dovrebbe avere una grandezza notevole, che non potrebbe essere certamente compatibile con l’ installazione su una barca da diporto. La soluzione è quindi di installare un’antenna caricata cioè un’antenna con delle spire che sostituiscono in pratica la sua lunghezza mediante quello che in gergo tecnico viene chiamato induttanza.

Anti-fouling, dalle vernici alla protezione catodica

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Chi va per mare sa bene cosa vuol dire una carena piena di incrostazioni, denti di cane o serpulidi. Se poi si naviga o  peggio si staziona in acque altamente eutrofiche, il problema diventa veramente drammatico.

Mi è capitato di vendere barche ormeggiate in Adriatico che dopo alcuni mesi di sosta in acqua avevano già gran parte dell’opera viva “attaccata” da colonie di cozze, denti di cane, e vari microrganismi che quasi non permettevano le semplici manovre o la navigazione.

Fractional Onwership Concept, la barca in multi proprietà

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Dopo la case, le auto e gli aerei arriva sul mercato della nautica mondiale il nuovo Fractional Onvership Concept, vale a dire la multiproprietà. Sarà forse la crisi mondiale o il fatto che la maggior parte degli armatori sfrutta poco la propria barca, sta di fatto che il concetto di proprietà condivisa è arrivato anche nel mondo degli yacht.

La formula apparentemente è sempre la stessa: l’armatore compra una quota di una barca, generalmente una barca molto grande e lussuosa, al prezzo con il quale potrebbe comprarsi invece una barca più piccola e in cambio ne riceve l’uso per un periodo variabile dalle due settimane al mese, ogni anno.

Motonautica Formula 1, Guido Cappellini 10° titolo da leggenda

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Il più grande pilota di Formula 1 inshore, Guido Cappellini, si è aggiudicato il suo decimo titolo mondiale nella categoria più prestigiosa della motonautica in circuito. La sua stagione è stata ancora una volta strepitosa e vincente, ma anche difficile a causa del calendario che ha messo a dura prova tutti i team con decine di rotture di propulsori.

Guido nella prima parte della stagione ha alternato il successo della Finlandia con la delusione di prestazioni incolore e ritiri, derivanti da problemi tecnici. Prima della pausa estiva, dopo il GP di Russia, il suo distacco dal dubaitiano Al Qamzi era di ben 35 punti, ma dopo il GP della Cina grazie al doppio punteggio in ogni gara Cappellini ha iniziato una grandissima rimonta.

Standard Horizon, il VHF che galleggia

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Spesso capita , quando si è in barca, che a causa di un momento di distrazione, le cose che si hanno in mano finiscano maldestramente  in acqua. Niente di male quando sono oggetti che possono essere recuperati con un prodigioso tuffo, mentre diventa un dramma quando sono beni che  detestano l’acqua.

In genere tutti gli strumenti elettronici non vanno molto d’accordo con l’acqua e quindi quando uno di questi viene a cadere fuori bordo la maggior parte delle volte subisce un danno irreparabile che ne compromette il funzionamento.

Survivor 06, il dissalatore d’emergenza

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Molti grandi yacht hanno nei loro strumenti di bordo potenti e capaci dissalatori d’acqua di mare, così da garantire sempre una riserva d’acqua a bordo, soprattutto quando si vuole vivere l’esperienza di stare lontano da porti o marine.

Per le altre imbarcazioni l’approvvigionamento d’acqua, in particolare nel periodo estivo, è un problema non da poco, dato che molto spesso in barca si spreca più acqua di quanto se ne beva. Basta non avere quelle giuste accortezze ed i serbatoi della preziosa linfa vitale, si esauriscono in un batter d’occhio.

Robin Knox Johnston, il “Principe” degli oceani

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E’ stato sicuramente uno dei velisti più famosi al mondo ed ancor oggi alla veneranda età di 71 anni è sempre uno dei più forti solitari in circolazione. La sua prima impresa fu la partecipazione e la vincita del Golden Globe Trophy, nel 1968, la regata intorno al mondo per solitari che avrebbe premiato il primo velista che avesse compiuto il periplo del globo.

Suhaili, la sua barca, è l’unica che conclude la mitica regata nella quale, il rivale amico Bernard Moitessier, dopo aver condotto intesta il percorso si ritira e raggiunge la Polinesia.  Robin è l’unico che conclude la regata percorrendo 33.100 miglia nautiche.

Outremer 49, il catamarano d’altura

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Il nuovo progetto dell’Outremer 49 nasce dalla firma degli architetti Christophe Barreau e Frederic Neuman ai quali la nuova gestione del cantiere ha affidato il rilancio dell’attività nel settore della nautica da diporto,dopo 25 anni di attività e con più di 250 catamarani varati.

La formula principale e la linea di tendenza del cantiere transalpino è quella di produrre scafi che possano affrontare condizioni meteo marine molto impegnative, così da consentire ai futuri armatori di poter affrontare qualsiasi oceano in piena sicurezza e confort.