Il Timone, semicompensato è meglio

Timone Lega Navale
In sostanza il flusso dal lato dove il timone è inclinato viene contrastato e deviato, la pressione del flusso che si oppone alla deviazione genera la spinta rappresentata dalla freccia rossa che si applica sull’asse del timone. In questo modo la poppa viene spinta verso sinistra e il battello vira a dritta.

Se non vi è nessun flusso che spinge la barca il timone non ha nessun effetto, mentre se aumenta la velocità della barca e di conseguenza il flusso sulla pala del timone, la deviazione di rotta sarà assai rapida. Al contrario a basse velocità l’efficacia della pala del timone è scarsa così la barca tenderà a non cambiare immediatamente direzione.

Jessica Watson torna in Australia: Giro del Mondo a vela “più giovane” della storia

Jessica-Watson

Eroina oppure ennesima vittima di uno show business sempre a caccia dell’impresa più stravagante senza guardare in faccia a nessuno (magari con l’aiuto di genitori compiacenti alla ricerca di facile fama), Jessica Watson si accinge a divenire la più giovane skipper di sempre in grado di compiere il giro del mondo a vela in solitario non assistita.

Nata il 18 maggio 1993, Jessica è salpata lo scorso 18 ottobre dal porto di Sidney con il preciso intento di rivedere la sua amata Australia solo dopo aver compiuto, come un moderno Magellano in gonnella, un periplo completo del Globo terrestre.

Solemar Oceanic 37, il “falso” gommone.

Solermar Oceanic 37

Sembra che la moda nel mondo della nautica voglia contagiare anche quei settori che da sempre sono un punto di riferimento sia per il mercato del piccolo cabotaggio, che di quello professionale. Per antonomasia il settore dei battelli pneumatici – meglio conosciuti come gommoni – è la spina dorsale del mercato dei natanti.

Dai tempi dei primi Zodiac o Pirelli degli anni settanta, che raggiungevano misure di 4/5 metri, oggi troviamo mostri che possono arrivare sino a 10/11 metri con carena rigida e sovrastrutture in vetro resina che sempre meno assomigliano a dei battelli pneumatici.  In alcuni casi vengono definiti come battelli cabinati che sono tutto fuorchè gommoni.

VOR 70, anche i Kiwi lanciano la sfida.

Grant Dalton

Nelle ultime ore si stanno definendo le iscrizioni per la prossima sfida oceanica legata alla Volvo Ocean Race. Infatti dopo l’annuncio del ritorno del team Puma dello skipper Read, di cui abbiamo parlato in un recente post, è di oggi la notizia che un altro “mostro sacro” della vela si appresta a lanciare il guanto di sfida agli avversari.

Il nome è quello di Grant Dalton, numero uno della vela made in New Zeland, al pari del connazionale Russell Coutts.

Dufour 325, il piccolo per il “Grand Large”

Dufour325a

Il più piccolo della gamma Grand Large è stato studiato per fornire ottime doti di navigabilità e buoni spazi sottocoperta anche in soli 10 metri. Sotto l’attenta supervisione del celebre duo Felci&Roseo lo scafo risulta molto ben equilibrato con linee di carena di tipo sportivo, senza però esagerare con la ricerca della lunghezza al galleggiamento.

Esternamente il Dufour 325 ha le stesse impostazioni dei fratelli maggiori con un notevole baglio massimo posto nella zona poppiera, così da garantire sempre un’ottima stabilità di forma ed una notevole abitabilità sottocoperta.

Yacht Med Festival 2010, a Gaeta gli sbandieratori di Cori

sbandieratori-cori

Saranno gli sbandieratori di Cori a dare il via alla nuova edizione dello Yacht Med Festival, in programma a Gaeta dal 14 al 18 aprile prossimi. Il cartellone della manifestazione è molto variegato e va dalla parte didattica a quella fieristica, da quella commerciale a quella di puro entertainment.

L’organizzazione è a cura dalle Camera di Commercio di Latina e di Roma,  del Comune di Gaeta, dell’Unioncamere del Lazio e dal Centro Studi sul Turismo con la partnership di altre alte istituzioni come la Capitaneria di porto e la Guardia Costiera di Gaeta, della Regione Lazio e dei Ministeri delle Infrastrutture e dei trasporti e di quello dell’Ambiente.

Carene plananti, con l’aria è meglio!

Carene Plananti

 

In questo blog spesso abbiamo parlato di carene plananti e di dislocanti cercando di chiarire le principali differenze tra le une e le altre. Inoltre abbiamo introdotto il concetto di deadrise e delle sue funzioni sulla portanza di uno scafo.

Oggi paleremo di un nuovo brevetto frutto degli studi di Riccardo Membretti, noto progettista in ambito nautico, specializzato nella realizzazione di carene per off-shore, di cui è stato per alcuni anni anche pilota e collaudatore.

Calafuria, le signore dei mari

Calafuria02
Sempre restando fedele ai canoni classici, più che a seguire le linee futuriste della barche che amano farsi vedere, Calafuria  continua dal 1962 a costruire barche belle, semplici, solide e capaci di navigare in ogni situazione.

Esternamente si presentano sempre con un pulpito poppiero  molto pronunciato, robusti tienti bene Fly imponente ed andamento della tuga sinuoso quasi a voler riprendere le onde del mare.

Carena sporca, velocità penalizzata.

Carena Pulita
Una carena sporca e piena di incrostazioni può risultare molto penalizzante non solo per coloro i quali devono affrontare delle regate veliche, ma anche per chi vuole farsi una crociera con tutta la famiglia.

Se consideriamo poi che i denti di cane e le altre forme di microrganismi, che intaccano l’opera viva, possono far perdere di efficienza lo scafo sino al 20/ 25 % capite bene che il problema non è solo di natura estetica.

X – 46, la barca per tutti i gusti

X46

Certamente una barca non può essere giudicata per la sola estetica, ma l’X-46 colpisce subito per la purezza della sue linee e l’eleganza del disegno della coperta. Uno stile classico che riprende i canoni tipici della progettazione nautica, dove prevale la forma del cavallino insellato, con dei volumi molto ampi e tondeggianti a centro barca, mentre la prua e la poppa risultano svasate e poco immerse.

Il bulbo è posto in posizione centrale così da garantire un passo molto graduale e morbido sull’onda anche quando il mare risulta formato. In generale lo scafo è abbastanza snello in rapporto alla lunghezza complessiva. Il baglio massimo è di solo 4, 15 segno evidente che lo sviluppo della lunghezza al galleggiamento avvantaggia la stabilità sotto sbandamento.

Il vero “miracolo” di Torben

Torben
Si sa molto spesso gli skipper sono delle persone schive che non amano le luci della ribalta, ma preferiscono la solitudine degli spazi infiniti degli oceani alle serate mondane a base di caviale e champagne.

Non ho mai avuto la fortuna di conoscere Torben Grael, protagonista  nei giorni scorsi del salvataggio di una mamma e del figlio nelle strade alluvionate di Rio  de Janeiro, ma sono convinto che questo gesto gli valga la stima ed il rispetto di tutta la comunità mondiale e non solo di quella del mondo velico.

VOR 70, il ritorno del “Puma”

Puma VOR 70

Era da parecchio tempo che si vociferava la notizia, nei giorni scorsi si è avuta la comunicazione ufficiale: il team Puma, secondo classificato alla Volvo Ocean Race 2008-2009, sarà al via anche nella prossima edizione del giro del mondo in equipaggio a tappe.

La regata dovrebbe partire nell’autunno del 2011, per concludersi verso l’estate del 2012, dopo aver percorso tutto il periplo del mondo ed aver navigato nei maggiori mari ed oceani della terra.

Salpa Laver 20.5: semicabinato all’ombra del Vesuvio

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Semicabinati a carrello: è la volta di Laver 20.5 griffato Salpa Yachts, cantiere napoletano che esiste da più di trent’anni. All’insegna del binomio Passione & Innovazione, che accompagna gli obiettivi dell’azienda partenopea fin dalla realizzazione del primo modello di barca, il gruppo si distingue per l’applicazione di tecnologie di derivazione aeronautica al settore della nautica da diporto: esempi sono l’utilizzo di un software di architettura navale per i calcoli idrostatici e idrodinamici con cui definire le migliorie da apportare alla carena; software per il calcolo strutturale volto alla definizione di una struttura più rigida e leggera.

Le qualità del Laver 20.5 sono ben contenute all’interno di sei metri (per la precisione, 6.75 metri) di lunghezza e consentono al semicabinato partorito sotto al Vesuvio di non temere confronti: altezza massima 2.85 metri, larghezza massima 2.25 metri, capacità serbatoi carburante 90 litri, capacità serbatoi acqua 50 litri, motorizzazione fuoribordo 150 Hp (potenza massima), 4 posti letto.